Chelsea – Roma 3-3

Se alle 20.45 qualcuno m’avesse detto che il pareggio mi sarebbe stato stretto, l’avrei preso per pazzo. Eppure è stato così. La Roma meritava di vincere per dominio nel campo e sugli spalti (favolosi i nostri tifosi accorsi a Londra), possesso territoriale, possesso palla, più tiri in porta, più occasioni in generale. La partita era iniziata male, col doppio vantaggio dei Blues (Luiz e Hazard) immeritato e frutto di errori nostri (di squadra e ci tengo a questo concetto): Il primo gol nasce da una palla persa del Ninja, una respinta non perfetta di Juan Jesus e nel complesso squadra troppo lunga. David Luiz con freddezza tira di effetto sul palo alla sinistra di Alisson. Poi arriva il raddoppio, con palla persa di Bruno Peres, sfortunata deviazione di Fazio sul tiro di Morata e mancata copertura di Juan Jesus su Hazard. Noi fin dall’inizio abbiamo dominato il campo, ma loro con pressing alto, ripartenze, difesa e contropiede sono come un cobra che aspetta che abbassi per un attimo l’attenzione per azzannarti. E qui c’è un momento chiave della partita che spero sia un momento chiave di questa stagione nello specifico e in generale della storia delle partite europee della Roma. La Roma reagisce con carattere riprendendo lo spartito dove era stato interrotto bruscamente. Arriva lo splendido gol di Kolarov e il primo tempo si chiude sull’2-1 per il Chelsea. Nel secondo tempo riprendiamo da dove avevamo lasciato alla fine del primo tempo, tante occasioni, possesso palla, palla sempre nella metà campo dei blu londinesi, fino al capolavoro su lancio lungo di Fazio e tiro al volo di Dzeko. Perchè la Roma non è stata solo concreta: è stata obiettivamente BELLA e in campo europeo per riuscire su certi palcoscenici contro certi avversari  devi essere anche bello come la Cappella Sistina, come una statua del Bernini, come un quadro di Caravaggio. Carattere e bellezza che ci portano addirittura sul 3-2 grazie al secondo gol di Dzeko. Questa volta su assist di Kolarov. Poi ci distraiamo, forse fantastichiamo troppo e il gol di Hazard ci riporta con i piedi per terra e ad un non disprezzabile pareggio allo Stamford Bridge per 3-3. E’ stata una partita bellissima. La Roma ha dimostrato prima carattere, poi le è mancata la concretezza di portare a casa i 3 punti. Ma non c’è rammarico. Non ci può essere rammarico quando la maggior parte dei media e degli italiani, compresi tanti pseudo-romanisti (o se preferite tifosi dimissionari o cesaroni), ci davano sicure vittime sacrificali dei campioni d’Inghilterra. Invece la mentalità giusta è dire: nulla è facile (compresa la trasferta a Torino e la partita dopo col Crotone), nulla è impossibile (compreso battere il Chelsea nella prossima in casa e l’Atletico Madrid al Wanda Metropolitano). La partita di ieri significa che siamo capaci di giocare alla pari e anche essere superiori delle migliori squadre del mondo. Questa partita significa consapevolezza: consapevolezza dei propri mezzi, che le proprie capacità sono grandi e in grado di darci grandi soddisfazioni: più di ieri, meno di domani. Le squadre italiane chiudono la giornata di Champions con la vittoria della Juventus sullo Sporting de Portugal 2-1 e la sconfitta del Napoli a Manchester col City (2-1). Il quadro nel complesso è positivo con Roma e Juventus in buona posizione per la qualificazione di Champions (anche perchè a Baku il Qarabag ha pareggiato 0-0 con l’Atl.Madrid), mentre per il Napoli risulta decisiva la prossima partita( al San Paolo sempre con il City), anche se c’è la mezza consolazione di un terzo posto quasi certo, che garantirebbe la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Intanto in Europa League Milan, Lazio e Atalanta sono prime nei loro gironi. La Lazio affronterà oggi alle 19 il Nizza in Francia. Alle 21.05, Il Milan ospiterà l’AEK Atene e l’Atalanta ospiterà l’Apollon Limassol. Sono tutte prove abbastanza alla portata, tranne forse per la Lazio, che sta comunque dimostrando una buona forma. Ora testa al Torino. Mi ripeto: nulla è facile, nulla è impossibile. Dobbiamo affrontare i granata con la  stessa qualità di gioco e con lo stesso carattere dello Stamford Bridge, cercando  stavolta di mantenere la concentrazione fino al fischio finale: solo così porteremo a casa la vittoria. Nulla è impossibile. Nulla è facile. Daje Roma!

P.s Sul lato destro potete trovare le mie radiocronache, compresa quella di ieri dello Stamford Bridge. Oggi, senza l’ansia del risultato, è maggiormente godibile. Daje Roma!

If at 20.45 someone had told me that the tie would have been tight, I would have taken it crazy. Yet it was so. Rome deserved to win by dominance in the field and on the stadium(fabulous our fans in London), territorial possession, ball possession, more shoots to the goal, more opportunities in general. The game had started badly, with the double advantage of the Blues (Luiz and Hazard) undeserved and the result of our mistakes (team’s mistake and I repeat this concept): The first goal was born from a lost ball of Ninja, a defensive error of Jesus and all the team too long. David Luiz with effect shots the ball to the left of Alisson. Then comes the doubling, with Bruno Peres’s lost ball, unlucky Fazio deflection on Morata’s shoot, and Juan Jesus’s missing cover on Hazard. From the start we dominated the field, but with their high press defense, and counterattack, are like a cobra waiting when you lower attention for a moment and sting you. And here is a key moment of the game that I hope is a key moment of this season in the specific and general of the history of the European matches of Roma. Roma reacts with personality by resuming the score where it was abruptly interrupted. There is the Kolarov’s superb goal and the first half ends on the 2-1 for Chelsea. In the second half we resume the script from where we had left at the end of the first half, so many opportunities, possession ball, ball always in the midfield of blues, up to Fazio’s long-throw and Dzeko volèe. Because Rome was not only concrete: it was objectively BEAUTIFUL and in the European field to succeed on certain stages against certain opponents you must also be as beautiful as the Sistine Chapel, like a Bernini statue, as a painting by Caravaggio. Personality and beauty that take us even on 3-2 thanks to Dzeko’s second goal. This time on Kolarov’s assist. Then we are distracted, maybe we are overwhelmed and the goal Hazard brings us with his feet to the ground and an undisputed draw at Stamford Bridge for 3-3. It was a beautiful match. Rome has shown first character, then it has not been so concrete to bring home the 3 points. But there is no regret. There can be no regrets when most of the media and the Italians, including many pseudo-Romanisti (or if they prefer resignated romanisti or Cesaroni), gave us sure sacrificial victims of England’s champions. Instead, the right thing is to say: nothing is easy (including the transfer to Turin and the game after with Crotone), nothing is impossible (including Chelsea beating in the next home and Atletico Madrid at Wanda Metropolitano). The game of yesterday means that we are able to play like and also be superior than the best teams in the world. This game means awareness: awareness of its means, its abilities are great and can give us great satisfaction: more than yesterday, less than tomorrow. Italian teams close the Champions League day with Juventus victory over Sporting de Portugal 2-1 and Napoli defeat in Manchester with City (2-1). The overall picture is positive with Rome and Juventus in good position for the Champions League qualification (also because in Baku Qarabag has drawn 0-0 with Atl.Madrid), while for Napoli the next match ( at the San Paolo always with the City)is fundamental, although there is the half consolation of a third almost certain place, which would guarantee the qualification to the sixteenth of the Europa League. Meanwhile in Europa League Milan, Lazio and Atalanta are first in their group. Lazio will face Nice today in France. Milan will host AEK Athens and Atalanta will host the Apollon Limassol. They are all fair enough, except for Lazio, which is anyway in a good shape. Now We must think to Torino. I repeat: nothing is easy, nothing is impossible. We have to face the granata with the same quality of play and the same personality as Stamford Bridge, trying to keep this concentration up to the final whistle this time. That is the only way to bring home the victory. Nothing is impossible. Nothing is easy. Daje Roma!

Giordano Sepi

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

en_USEnglish