Roma – Shakhtar 1-0

Due anni fa, i Golden State Warriors erano probabilmente la squadra più forte del mondo, in grado di vincere 73 partite nella Regular Season della NBA, battendo anche il record dei mitici Bulls di Jordan, ma poi i Warriors persero in finale con i Cavaliers. Questo serve per farci ragionare su un concetto: per quanto sia importante una singola vittoria o un traguardo momentaneo, sempre di un traguardo momentaneo si tratta. Non bisogna fare come il proprietario dei Warriors che prendeva in giro Jordan. Non bisogna essere boriosi per un traguardo momentaneo o un record temporaneo seppur importante e difficile da superare, ma il giorno dopo rimettersi a lavorare per le prossime partite. La Roma ha giocato molto bene. In controllo in difesa e cinici in attacco ( grazie al mai decisivo (:)) Dzeko). Manolas deve stare più attento con le scivolate in area, in generale ha fatto un’ottima partita come Fazio (che non deve mai tentare il dribbling da ultimo uomo), Strootman (anche per l’assist a Dzeko, per lui vale il detto questo piede può essere piuma e può essere ferro), De Rossi e Florenzi (che ritengo giocatore fondamentale per il club anche in futuro). Gerson, entrato per tenere palla al posto di Cengiz, doveva tenerla nella metà campo avversaria e non innamorarsi troppo del pallone nella nostra metà campo, dove ha rischiato di perderla troppo spesso. Nel complesso, buona partita. Un grande centrocampista è anche quello che con 2 tocchi trova il compagno smarcato. Negli ultimi minuti, in 11 contro 10 (espulso Ordets sempre grazie al mai decisivo Dzeko) soffriamo troppo, più per motivi psicologici (eravamo sempre più vicini a una grande impresa e abbiamo avuto paura) che per differenze tecniche. Un fattore è stato l’Olimpico (quest’anno non siamo mai stati belli come ieri). Bellissima vittoria.  La stagione non è finita: dobbiamo lottare per zona-Champions e i quarti (ci saranno i sorteggi venerdì alle 12). Ora testa al Crotone. Ad maiora! Daje Roma!

Two years ago, the Golden State Warriors were probably the strongest team in the world, able to win 73 games in the regular season of the NBA, beating even the record of Jordan’s legendary Bulls, but then the Warriors lost in the final with the Cavaliers. This serves to make us think about a concept: however important a single victory or a momentary target, always a momentary target is. You don’t have to be like the Warriors owner who kidded Jordan. You don’t have to be arrogant for a momentary goal or a temporary record, although important and difficult to overcome, but the next day get back to work for the next games. Roma played very well. In control in defense and cynical in attack (thanks to never decisive (:)) Dzeko). Manolas must be more careful with the slips in the area, in general he made an excellent match as Fazio (who must never try the dribbling as last man), Strootman (also for assisting Dzeko, for him is worth the saying this foot can be feather and can be iron (cit. Brega for Verdone)), De Rossi and Florenzi (which I consider fundamental player for the club also in the future). Gerson, who entered to keep the ball in place of Cengiz, had to keep her in the opposing half of the field and not fall in love with the ball in our half of the field, where he risked losing it too often. Overall, good game. A great midfielder is also the one who with 2 touches finds the unmarked teammate. In the last minutes, in 11 against 10 (for the red card for Ordets always thanks to the never decisive Dzeko) we suffer too much, more for psychological reasons (we were closer and closer to a big mission and we have a lot of fear) than for technical differences. One factor was the Olympic (this year we have never been as beautiful as yesterday). Beautiful victory. The season is not over: we have to fight for the zone-Champions and the quarterfinals (there will be the draws on Friday at 12). Now mind to the Crotone. Ad maiora! Daje Roma!

Giordano Sepi

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