Willy, Nicolò e il Frosinone.

Un eroe dei nostri tempi è Willy Monteiro Duarte. E’ morto per sedare una rissa (e salvare un amico) ed è stato pestato da quattro o cinque infami, stupidi e razzisti italiani bianchi. Era romanista come tanti neo-italiani. Quando sento questi giovani afro-romanisti o cino-romanisti parlare romano ho un misto di divertimento perché è un fenomeno recente e di commozione per il razzismo che ogni giorno queste persone devono vivere. Il razzismo è un problema grande e recente per l’Italia, che solo ultimamente sta diventando un paese multiculturale e multirazziale. Alcuni politici come Salvini e Meloni si sono sbrigati a mostrare solidarietà eppure la stupidità razzista è molte volte alimentato da loro e dalla loro parte politica. Noi possiamo imparare dagli altri paesi che hanno già affrontato (e spesso non risolto) il problema del razzismo, però la reazione alla morte di Willy è stata una condanna unanime e questo ci fa ben sperare per il futuro.

Analizzando tatticamente la Roma, il problema è soprattutto LA FASE DIFENSIVA, dove non serve solo grinta, ma anche furbizia e tempo di reazione. Dobbiamo assolutamente migliorare sotto quest’aspetto.

Il Frosinone è una delle migliori squadre di Serie B, a cui è stata negata la Serie A solo in finale dallo Spezia, ma ha ottimi giocatori. Gioca di solito con un 352. Sono pericolosi sia centralmente, sia sulle ali, sia nei calci piazzati. Il giocatore più talentuoso è Ciano, che è una punta centrale molto tecnica.

Zaniolo. Prometeo rubò il fuoco agli dei e venne incatenato su una rupe dove un’aquila veniva a scarnificarlo. Ercole era inviso alla moglie di Giove, Giunone, ed era perseguitato da lei. Ulisse era odiato da Nettuno e errò per dieci anni nel Mediterraneo, mettendo molte volte a rischio la vita. Tutti i grandi eroi della Grecia erano perseguitati dagli dei. La loro colpa era la ùbris, la tracotanza, ma in realtà gli dei provavano invidia per quegli uomini che senza poteri sopranaturali, erano capaci di imprese straordinarie. Purtroppo, per questi uomini, senza il ben volere degli dei era impossibile vivere felici. Nicolò è come un grande eroe greco, capace di sbaragliare intere squadre da solo e gli dei invidiosi di tanta virtù l’hanno voluto punire con entrambi i legamenti del crociato rotti. In realtà il motivo è che Nicolò, in fase di crescita non solo tecnica, ma anche fisica, ha messo su una massa muscolare che pesano su una cartilagine, a quanto pare, molto fragile. Eppure alla fine Prometeo venne liberato e la sua missione riuscì con l’evoluzione dell’uomo grazie al fuoco, Ercole divenne un dio e Ulisse raggiunse la sua Penelope, quindi non è una speranza illusoria pensare che Zaniolo risolva brillantemente anche questo problema e torni più forte di prima. Daje Nicolò!

Pensiero di Manuela Orazi

E’ idiota prendersela con Gesù Cristo (“Gesù Cristo è arrabbiato con noi perché gli antichi romani lo hanno ammazzato”) ed è sbagliato farsi prendere dalla sindrome di Calimero (solito dire “Se la prendono tutti con me perché sono piccolo e nero”), cadendo nel vittimismo. A prescindere dall’infortunio di Zaniolo che trascende il tifo per la Roma, la Roma non ha problemi davanti dove ha diversi ottimi giocatori e non ha certo bisogno di Callejon. Sarà importante per Fonseca mettere gli uomini giusti nei ruoli giusti anche adattando alcuni giocatori (ad esempio si potrebbe provare Karsdorp centrale difensivo destro o Ibanez e/o Fazio come centrocampista difensivo, come già fatto ottimamente con Mancini). Come a teatro è un problema di interpretazione dei ruoli che deve essere studiata da Fonseca in allenamento.

Non è una partita facile ed è sicuramente più difficile della Samb., anche se torneranno alcuni nazionali. In ogni caso, è una partita che dobbiamo affrontare col massimo impegno e che, con il massimo impegno, possiamo vincere. Per Willy. Per Nicolò. Per la Roma. Daje Roma!

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