Juventus.

La Juventus e gli Agnelli: un rapporto complicato con l’Italia. La Juventus è la squadra italiana più tifata in Italia. Forse c’è qualche dubbio se facciamo un discorso a livello mondiale anche nello specifico delle squadre italiane, ma in Italia non c’è dubbio. In realtà però la tifoseria più vasta in Italia non sono gli juventini, ma gli anti-juventini: un movimento che ha preso forza negli anni ’80 quando la Juve (ma anche la FIAT) dominava, ma aveva nuovi, orgogliosi avversari come la Roma e il Napoli (oltre all’antica rivalità con Fiorentina, Inter, Milan, e Torino). Con l’emergere di Roma e Napoli, anche il Sud chiedeva equo trattamento, quando invece la Juve veniva favorita da errori arbitrali. E’ un odio atavico che parte proprio da Torino dove, mentre Gianni Agnelli curava il suo giocattolo all’ultimo piano del Lingotto (antica industria della FIAT), dove si facevano le macchine, si creava la rivalità tra il meridionale, nuovo torinese, juventino, aziendalista e gli operai tifosi di altre squadre, spesso torinesi e critici con l’azienda.

La FIAT e il rapporto con gli operai ha sempre avuto le sfumature dello scontro con spesso il datore di lavoro vincente. Con il senno di poi, Gianni Agnelli aveva ragione come ad esempio per la battaglia sulla scala mobile (un sistema di aggiustamento a crescere del salario secondo l’inflazione). Nel 21esimo secolo, con la nascita di nuove figure lavorative (come il rider) spesso sotto-pagate e precarie, l’operaio metalmeccanico è un lavoro privilegiato con tutti i diritti guadagnati negli anni ’70 (anche grazie a mio padre). Il sindacato confederale si deve adeguare alle esigenze di tutti i lavoratori e non solo ad una parte, perché quando i diritti non sono di tutti, sono privilegi (come ha detto Gino Strada) e il sindacato rischia di diventare una casta a difesa di pochi privilegiati. CGIL, CISL e UIL hanno ancora la chance di giocare un ruolo importante per il lavoro in modo che sia sicuro, ben retribuito e causa della crescita del paese.

La famiglia Agnelli ha fatto grande la Juve, la Ferrari e la FIAT. Gianni Agnelli pensava così di guidare l’Italia. In realtà, in particolare con la Juve, l’ha divisa tra juventini e tifosi di altre squadre, con conseguenze di antipatia e di odio. Di questo ne era consapevole e cercava di affrontarlo con intelligente ironia, ma penso che un po’ se ne dispiaceva.

Gianni Agnelli

Se normalmente avrei detto che all’Allianz Stadium contro la Juventus ci sarebbe andato bene anche un pareggio, dato che molti juventini stanno sotto-performando (un dato continuativo da lungo tempo, quindi non più solo congiunturale, ma strutturale), se avremo l’occasione di uccidere la partita (e penso di sì), dobbiamo ucciderla.

Partono con un 442, talmente attento in difesa da diventare 631.

Costruiscono con entrambi i centrocampisti, Betancur e Locatelli (molto pericoloso nel pressing), anche se in generale, se pressati, vanno in difficoltà. Di solito, se sono tutti marcati, cercano la sponda della punta. Se i centrocampisti sono marcati possono costruire con Bonucci, grande campione, che a volte si prende la responsabilità della giocata vincente della partita con il lancio lungo per le punte. In effetti, non possiamo scartare a priori l’ipotesi di una partita loro soprattutto attenta in difesa per poi ripartire in contropiede, invece che cercare il dominio tracotante del campo.

Bonucci è molto forte nella costruzione e anche nella fase difensiva. Insieme a Chiellini sono praticamente insuperabili: una bella sfida per i nostri attaccanti. Chiellini è molto bravo a fare fallo e farlo sembrare fallo subito, anche se ultimamente gli riesce meno.

Attaccano soprattutto sulla loro destra, nostra sinistra, con Cuadrado (o Chiesa) o con Chiesa (o Dybala di piede mancino) che si sovrappone a Cuadrado e possonoo andare da destra verso il centro per cercare il tiro con il sinistro. Il giocatore più bravo in fase offensiva è Chiesa (sono bravi anche Cuadrado e Dybala ma il più in forma è Chiesa). Allegri lo schiera ala destra o attaccante destro. E’ bravo nel dribbling e nel tiro con entrambi i piedi, in particolare quando va verso il centro da destra. In questa occasione è bravo anche col tiro di sinistro. Non diamo per scontato i movimenti verso il centro di Chiesa e Cuadrado, ma prendiamo anche in considerazione che possano cercare il cross dal fondo. In ogni caso, meglio evitare sempre il movimento verso il centro.

Sul lato sinistro, Rabiot fa la fase difensiva e Alex Sandro è più bravo nella fase offensiva, quindi in generale sono un po’ carenti a livello difensivo.

Sui calci di punizione, difendono a uomo, molto bassi per non dare profondità al cross. In questo modo, i difensori non devono correre verso la porta, ma hanno il pallone che arriva di fronte a loro. Noi dobbiamo restare calmi e pensare a schemi ad hoc (abbiamo già incontrato questa situazione con l’Empoli). Sui calci d’angolo marcano ibrido a uomo e a zona (5 uomini a uomo e 2 sul primo palo). Quando loro battono i calci d’angolo, dalla loro destra li batte Chiesa, di solito sul secondo palo ad allontanarsi dalla porta. Dalla loro sinistra, li batte Dybala, sul primo palo.

Szczesny è un grandissimo portiere ma non ottimo con i piedi in costruzione. Per questo Allegri non ricorre molto alla costruzione col portiere. E’ senza criterio nelle uscite, a volte rimane troppo tra i pali, a volte si allontana dalla porta anche troppo.

Dobbiamo essere presenti con la testa in tutte le situazioni di gioco: costruzione, pressing, fase difensiva e fase d’attacco. Non è una partita facile, ma rispetto agli scorsi anni più alla portata. Daje Roma!

Giordano Sepi

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