Milan – Roma 1-4

La Roma schianta il Milan a San Siro, con il Napoli(a -1)che vince col Cagliari e la Juve(a +7 )che pareggia nel derby all’ultimo respiro. Manca soltanto la matematica al sesto scudetto bianconero, ma noi dobbiamo saper lottare finchè non c’è questa condanna, anche in vista del prossimo scontro diretto. La Roma ha giocato molto razionalmente, facendo pressing sporadicamente (con la palla rubata di Salah e il conseguente, bellissimo gol di Dzeko), ma per la maggior parte del tempo attaccando in contropiede, che hanno propiziato l’angolo dell’incornata-gol di Dzeko (che quando va a combattere sul pallone sul primo palo con i difensori avversari, può averla vinta e aumentare il suo score offensivo), il gol di El Shaarawi e il rigore realizzato da De Rossi.  Per la maggior parte del tempo siamo stati dietro, sia per risparmiare energie, sia perchè nè Zapata, nè Paletta sono dei veri costruttori di gioco. Ci vorrà altra mentalità con la Juve che inizia il gioco con Bonucci. Tornando al match di San Siro, siamo stati bravi, con menzione speciale per Momò, Edin, Perotti, El Shaarawi e Emerson Palmieri. Bravo anche il Ninja a cui ha negato il gol solo un bravissimo Donnarumma. Siamo stati superiori, come ha ammesso anche il nostro amato ex-aeroplanino Alla fine della partita, ha scherzato con Spalletti, dicendogli che poteva mettere Totti. Montella non deve scherzare su queste cose. Qui a Roma, l’addio di Totti è diventato un dramma e anche ieri, nonostante il roboante 1-4 al Giuseppe Meazza contro i blasonati meneghini rossoneri, ci sono state polemiche su Totti e insulti a Spalletti. Io spero che Spalletti rimanga e che Totti faccia il dirigente della Roma. In Italia siamo secondi dietro solo ai finalisti (molto probabilmente) di Champions. E’ incredibile  che i soliti noti continuino a infuocare queste polemiche inutili. Iniziamo col dire che se arriviamo terzi, i responsabili saranno le radio, i giornali e gli pseudo tifosi che sono stati solo capaci di fare polemiche inutili, di denigrare giocatori, allenatori e società. Non provate a dare la colpa a Spalletti del terzo posto, perchè siete solo voi i responsabili, che date vita a queste polemiche inutili, che sapete solo buttare merda su ciò che dite di amare. Se arriveremo secondi, il merito sarà di chi come me ha sostenuto la Roma, nonostante tutto. Nonostante le barriere, le proteste, gli attacchi pessimisti, il secondo posto è nostro. In fondo se non la sostieni, non puoi chiamarti romanista.  Daje Roma!

Roma defeated Milan at San Siro, with Napoli (-1) who wins with Cagliari and Juve (at +7) who ties derby at the last minute. only math need for the sixth consecutive scudetto bianconero, but we must fight until there isn’t this condemnation, even in view of the next direct confrontation. The Roma played very rationally, pressing occasionally (with Salah’s stolen ball and the resulting, beautiful Dzeko goal), but for the most part attacking in the counterattack, they propitiated the corner of the reigning goal of Dzeko (who when he battles on the ball on the first pole with his opponent defenders, may have won and increase his offensive score), El Shaarawi’s goal and De Rossi’s penalty. Most of the time we’ve been behind, either to save energy, and because neither Zapata nor Paletta are real game builders. It will take another mentality with Juve that starts playing with Bonucci. Returning to the San Siro match, we were good, with special mention for Momo, Edin, Perotti, El Shaarawi and Emerson Palmieri. Also nice is the Ninja who denied the goal only a great Donnarumma. We have been higher, as our beloved ex-aeroplanino admitted. At the end of the game, he joked with Spalletti telling him that he could put Totti. Montella does not have to joke about these things. Here in Rome, Totti’s farewell became a drama, and even yesterday, despite the scorching 1-4 at Giuseppe Meazza against the great men of the Rossoneri, there were controversy over Totti and insults at Spalletti. I hope Spalletti remains and that Totti still works as director manager of Roma. In Italy we are second behind only the Champions finalists (most probably). It is unbelievable that the usual known ones continue to infuse these useless controversies. Let’s start by saying that if we come third, the guilty will be the radio, the newspapers and the pseudo fans who have only been able to do useless controversies, to denigrate players, coaches and companies. Do not try to blame Spalletti of the third place, because you are the only ones responsible for giving up these unnecessary controversies, that you only know how to throw shit on what you say to love. If we come second, the merit will be to those who supported like me, Roma, in spite of everything. Despite barriers, protests, pessimistic attacks, second place is ours. After all, if you do not support her, you can not call yourself a Romanist. Daje Roma!

Giordano Sepi

L’avversario di domenica: il Milan

La Roma va a San Siro dal Milan, con il Napoli che affronterà il giorno prima il Cagliari in casa. Avremo il vantaggio di sapere il risultato del Napoli, anche se è dato fortemente favorito con i rossoblu sardi. Sia noi che il Milan ci giochiamo molto in questa partita, con noi impegnati per la volata del secondo posto e loro per l’ultimo posto disponibile per l’Europa League. Nella vigilia del Giro d’Italia del centenario e in ricordo di Scarponi, mi viene in mente una metafora ciclistica.  Ci conosciamo. Siamo una squadra sensibile, che sente le emozioni e le fa provare: capaci di orribili cadute e grandi imprese. Siamo come uno scalatore che, sull’ultima salita con il passista attaccato alla ruota, imperturbabile, sempre attaccato sul sellino, si alza sui pedali e attacca di nuovo. Come Chiappucci con Indurain, come Pantani con Indurain, Armstrong e Ulrich, come Aru, Nibali, Quintana e Scarponi con Cancellara e Valverde. Sono gli ultimi chilometri. Siamo all’ultima salita. Stringiamo i denti e attacchiamo.

Il Milan gioca con il 4-3-3 che spesso diventa 4-1-4-1 con Deulofeu e Suso più esterni di centrocampo che attaccanti. Soffrono il pressing, quindi va fatto e fatto bene, coordinato e collettivo. Tenendo in conto che Romagnoli, Sosa e Pasalic sono quelli che iniziano il gioco, Paletta e Zapata sono meno bravi e soffrono di più il pressing. Mati F. è il giocatore a centrocampo con più benzina. Attenzione sia sui  suoi inserimenti, sia su quelli di Pasalic. De Sciglio sulla sinistra spinge di più di Calabria. Deulofeu è il giocatore più pericoloso davanti per la corsa e per il dribbling. Suso non sta giocando bene. Concentrazione su Lapadula, soprattutto sugli inserimenti in difesa e sui cross.

Loro sono una buona squadra. Noi siamo chiamati ad alzarci sui pedali per il definitivo sprint. Andiamo a vincere. Daje Roma!

Roma goes to San Siro from Milan, with Napoli facing the day before Cagliari at home. We will have the advantage of knowing the outcome of Napoli, although it is strongly favored with the Sardinian rossoblu. Both us and Milan play a lot in this game, with us busy for the second place and they for the last place available for the Europa League. On the eve of the Giro d’Italia of the centenary and in memory of Scarponi, I think of a cycling metaphor. We know ourselves. We are a sensitive team who feels the emotions and makes feel them: capable of horrible falls and big triumph. We are like a climber who, on the last climb with the passeur attached to the wheel, imperturbable, always attached to the saddle, gets up on the pedals and attacks again. Like Chiappucci with Indurain, like Pantani with Indurain, Armstrong and Ulrich, like Aru, Nibali, Quintana and Scarponi with Cancellara and Valverde. It’s the last mile. We are at the last climb. We tighten our teeth and attack.

Milan plays with 4-3-3 which often becomes 4-1-4-1 with Deulofeu and Suso more exterior midfield than strikers. They suffer the press, so it is done and done well, coordinated and collective. Bearing in mind that Romagnoli, Sosa and Pasalic are the ones who start the game, Paletta and Zapata are less good on ball controll and suffer more pressing. Mati F. is the midfield player with more gas. Be careful both on its insertions and on those of Pasalic. De Sciglio on the left pushes more than Calabria. Deulofeu is the most dangerous player for the run and dribbling in forward position. Suso is not playing well. Concentration on Lapadula, especially on defense insertions and crosses.

They are a good team. We are called to get on the pedals for the definitive sprint. Let’s win. Daje Roma!

Giordano Sepi

 

Roma – Lazio 1-3

Perdiamo male il derby, ma nonostante l’emotività del derby e del risultato, bisogna fare un’analisi lucida. Perdiamo 3 punti di vantaggio dal Napoli, ora a -1 e regaliamo, se non matematicamente, realisticamente lo scudetto alla Juve a +9 con 4 giornate da giocare. La squadra è sembrata poco attenta e poco concentrata, a tratti ha giocato bene, ma mancava la cattiveria agonistica che ci vuole nel derby di Roma. Soprattutto su due gol (il primo e il terzo) ci sono gravi errori di squadra, ma proprio di volontà. Nel primo gol sul passaggio a Keita Balde, ci sono solo 3 giocatori sotto la linea del pallone (troppo pochi), è poi bravo Keita Balde nel dribbling e tiro. Nel terzo gol, non ritorna nessuno lasciando in inferiorità numerica Ruediger. Anche la corsa di Bruno Peres sembra più “tanto per”, che con la disperazione di evitare un gol decisivo. L’assenza del tifo non è un alibi, ma è un’aggravante della situazione. Bisogna che ad andare allo stadio sia solo gente convinta di tifare. Insomma se il ritorno  dei gruppi della Curva Sud significano silenzio e intimidazioni per chi tifa, preferisco la Curva Sud senza gruppi, che ha voluto dire 14 vittorie in 15 partite in casa. Siamo tutti sul banco degli imputati in questa ingloriosa partita: società, allenatore ( che ha sbagliato a cambiare ElSha con Bruno Peres), giocatori (che non ci mettono la giusta grinta) e tifosi (che hanno creato un’entità Curva Sud autonoma dalla Roma, entità che senza il tifo per la Roma perde tutto il significato). Rimandiamo i bilanci alla fine della stagione: adesso arrivare secondi (qualificazione diretta in Champions’), o terzi (con un difficile preliminare da giocare a inizio stagione), fa tutta la differenza del mondo. Adesso bisogna guardarci negli occhi. Adesso l’allenatore deve parlare ai giocatori in gruppo e da soli. Se c’è la volontà di vincere e ci si crede veramente in questa maglia, si va in campo, si va allo stadio. Quelli che non hanno questa volontà, si accomodino in panchina, anche se questo significa schierare terzino destro Emerson Palmieri. La responsabilità è soprattutto di Luciano Spalletti, che deve parlare a quattro occhi con tutti, compreso Bruno Peres ( che o ha fiutato l’aria che non lo vogliono più o glielo hanno detto direttamente e il suo comportamento è comunque poco professionale). La sua rincorsa sul terzo gol è imbarazzante soprattutto se messa a confronto con il suo splendido gol con la Juve nel 2014 con la maglia del Torino (in un confronto che tornerà il prossimo week-end). Guardiamoci negli occhi anche sugli spalti. Non è accettabile una Curva Sud silenziosa, che si fa battere facilmente nel tifo dalla Curva Nord. Se c’è chi ha altri interessi più importanti della Roma, non venga allo stadio, se viene allo stadio e vuole intimidire chi tifa, mi troverà pronto e spero di non essere solo. Fuori dal contesto Roma, faccio presente la mia solidarietà a Muntari e chiunque colpito da fatti di razzismo: situazioni che nel 2017 non dovrebbero più accadere. Ora guardiamo avanti pronti a vincere queste ultime, maledette quattro partite. Daje Roma!

Giordano Sepi

L’avversario di domenica: la Lazio

La Roma affronta il derby, con la Juve che va a giocare a Bergamo e il Napoli che va a San Siro contro l’Inter. Tre diverse partite, tutte difficili per le squadre al vertice. Già da domenica sera avremo un’idea più chiara su questo finale di Campionato. Passa in secondo piano se guardarsi avanti o guardarsi indietro, in una partita dove per noi è imperativo vincere, ma per riuscirci, dobbiamo sapere giocare quadrati: spavaldi nelle azioni di attacco e attenti quando c’è da difendere. Loro giocheranno soprattutto difesa e contropiede. Sono particolarmente veloci e pericolosi in contropiede, quindi bisogna saper attaccare, impostando il nostro solito copione pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero, ma anche saper usare la stessa concentrazione nel tornare indietro e difendere. E’ tornata la Curva Sud: è ormai un dato di fatto. Spero che ci sia una coreografia. L’urlo della Sud può aiutare nell’impresa.

La Lazio schiera un 3-4-2-1 molto dinamico e asimmetrico. De Vrij e Hoedt sono due difensori centrali, mentre Radu può fare sia il centrale, che giocare sulla fascia come terzino. Sulla destra, i giornali e i siti danno F. Anderson esterno destro. Potrebbe essere una decisione razionale per farlo partire da più dietro, liberandolo da possibili marcature ad uomo. Rimane il dubbio sulla sua fase difensiva, ma è un discorso valido anche per l’alternativa J. Lukaku. Sulla loro destra, sulla nostra sinistra, dobbiamo saper attaccare anche coi terzini: una superiorità numerica su quella fascia può essere decisiva. Biglia è il playmaker. Parolo recupera palloni e cerca l’inserimento e Lulic fa il doppio lavoro di centrocampista centrale e di esterno sinistro. Anche su questa fascia si può attaccare. Davanti ci sono i 3 uomini in maggiore forma: Sergej che può fare sia il mediano che giocare d’attacco, Keita, che deve essere raddoppiato e Immobile assolutamente da tenere d’occhio.

Paradossalmente per l’importanza che danno le 2 squadre alla partita per motivi di classifica, il match è meno pesante emotivamente. E’ una sfida difficile contro un’ottima squadra, ma abbiamo già dimostrato e siamo in grado di fare nostra la partita e portare a casa i 3 punti. Andiamo a vincere! Daje Roma!

Giordano Sepi

Pescara – Roma 1-4

Aggiornamento del Campionato, per quanto riguarda il vertice.

La Roma batte il Pescara, guadagnando 2 punti sul Napoli, che ha pareggiato a Reggio Emilia con il Sassuolo (+4) e rimanendo a -8 sulla Juve. Il discorso scudetto è quasi certamente impossibile. Metto quel quasi perchè ora la Juve andrà a Bergamo dalla temibile Atalanta (con il Napoli che andrà a San Siro dall’Inter in ritiro, che deve per forza vincere). I bergamaschi sono una compagine forte (l’unica insieme alla Juve che non è stata battuta da noi, col non piccolo particolare che i bianconeri devono ancora giocare all’Olimpico), ma alcuni dei loro punti di forza potrebbero avere un conflitto d’interessi, come Caldara, prossimo ad andare proprio dai zebrati, e Conti, che è di fede juventina. C’è da dire che gli orobici si giocano tutto contro la Juve, ossia una qualificazione diretta in Europa League, che significa prestigio e che è il sogno per i tifosi della Ninfa.

Difficoltà nel regolarsi col fuorigioco. Loro d’attacco, gioco aperto, ma attaccanti poco pericolosi.

Nonostante il risultato rotondo, la partita è stata difficile, soprattutto all’inizio. I biancazzurri abruzzesi facevano pressing, gioco d’attacco e linea difensiva alta. Hanno dei gravi problemi davanti. Caprari è l’unica vera punta da Serie A, Bahebeck ha giocato poche partite quest’anno. Gilardino è infortunato. Benali ha giocato bene, trovando anche il gol nel finale. E’ una buona punta di Serie B, ma non è ancora all’altezza della categoria.

Rotta la diga col primo gol, tanti spazi. Bravo ElSha con il passaggio del prete. 

L’azione del primo gol ha rotto la diga del fuorigioco estremo di Zeman. Bravo ElSha a partire col tempo giusto e poi a offrire il passaggio del prete a Strootman. Rotta la diga, siamo andati a valanga. Tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, sono arrivati i gol del Ninja e di Momo. Poi altro contropiede e secondo gol di Salah, gentilmente offerto di nuovo da Stephan. L’assist davanti al portiere è importante: significa mettere prima del proprio gol personale, il bene del club, con conseguente miglioramento del giocatore. Un giocatore che mette prima la squadra, del proprio successo individuale, risalta agli occhi di tutti, compreso Ventura. Poi è anche giusto che tale comportamento sia ripagato dagli altri componenti della squadra, che devono essere pronti a restituire il favore.

E ora?

Ora avremo una serie di partite difficili che inizierà col derby. Credo che si possano parafrasare le parole usate dall’allenatore della Virtus Bologna dopo il derby con la Fortitudo:- Usciremo dalla tempesta sicuramente diversi. Daje Roma!

Giordano Sepi

L’avversario di lunedì: il Pescara

Bisogna saper ripartire dopo il mezzo passo falso con gli orobici. Giocheremo con un piccolo vantaggio. Sapremo il risultato della Juve, che ospita il Genoa e con una vittoria, si assicurerebbe il 99,5% dello Scudetto, e il Napoli, che andrà a giocare sul difficile campo del Sassuolo. Affronteremo un avversario come i biancazzurri abruzzesi, che sentono molto la rivalità con noi. Nei primi minuti, ci sarà un clima infuocato, loro saranno carichi e presseranno. Dovremo saper giocare bene il pallone in costruzione, quando non è importante solo il controllo di palla dei giocatori dietro, ma anche il movimento dei giocatori davanti, che devono cercare di smarcarsi, al limite piuttosto che perdere palla, si può cercare sempre la palla lunga verso Dzeko. Per la maggior parte del tempo, aspetteranno per rispetto e per non stancarsi troppo. Noi applicheremo il nostro solito copione: pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero. Facciamo possesso, cerchiamo la falla e al momento giusto facciamo il passaggio giusto e la conclusione giusta per segnare. Molto importante sarà la prestazione dei nostri terzini. Devono puntare il loro avversario, superarlo e crossare, non passare la palla sempre indietro. Possiamo puntare sui calci piazzati dove loro sono molto disattenti. Potrebbero provare il fuorigioco: mossa estrema, che si può usare a nostro favore. Sono molto fallosi. L’arbitro ci deve garantire un comportamento adeguatamente rispettoso da parte loro. In generale, giocheranno spavaldi, ma hanno diverse lacune tecniche, per cui possiamo vincere.

I pescaresi giocano con un 4-3-3 con punta centrale: o Bahebeck punta vera, leggermente in affanno ultimamente, o con Brugman, centrocampista adattato centravanti, bravo soprattutto nel pressing. Come terzino destro gioca Zampano, bravo nelle soluzioni offensive, anche Biraghi sulla sinistra attacca, ma è più difensore. Attaccare su Zampano può essere decisivo. Muntari è il playmaker, con ai lati, a destra Coulibaly, molto bravo, giocatore simil-Kondogbia, forse più forte, molto fisico, che dialoga soprattutto sulla destra con Zampano. Sul lato sinistro di Muntari, gioca Memushaj, giocatore dal buon palleggio, bravo negli inserimenti, uno dei più pericolosi. Davanti il giocatore più pericoloso è Caprari (nostra vecchia conoscenza), bravo nel dribbling e tiro, pericoloso soprattutto nei contropiedi, da curare con attenzione.

Nel complesso, è una buona squadra che con Zeman ha trovato le alchimie giuste. La classifica è ingiusta per il valore attuale. Se sapremo giocare con attenzione e concentrazione dall’inizio al fischio finale, potremo far valere le nostre maggiori qualità tecniche. Nonostante Zeman, si possono chiudere in difesa. Sta a noi trovare l’apriscatole giusto per segnare e risegnare. Andiamo a vincere. Daje Roma!

Giordano Sepi

Se non la sostieni, non chiamarti Romanista!

Abbiamo già parlato del rapporto tra media e Roma. I media creano polemiche inutili, gli piace dare credito alle idee più strambe dei romanisti per modo di dire, alle volte prendono posizione in modo decisa contro la Roma. Ultimamente questi media battono sul tasto Totti creando fraintendimenti e stupide polemiche. Dall’altra parte, i romanisti duri e puri chiedono a Totti di prendere una posizione chiara. Vi domando: ma più che dire che vuole che Spalletti resti, che deve dire questo povero cristo? Rimane la polemica inutile, stupida e deleteria per il club, attizzata ultimamente anche da un fondo del direttore di un giornale sportivo, comprato soprattutto a Roma e dai romanisti. Ma si rendono conto questi giornali e queste radio che fanno solo il male della Roma, attizzando queste polemiche? Si rendono conto che se la Roma andasse male, anche peggio, sarebbe colpa loro e venderebbero meno giornali, sarebbero ascoltati di meno? Da parte loro queste polemiche non hanno senso:

  1. Perchè non hanno riscontro nella realtà. Come già detto, anche Totti si è espresso a favore di Spalletti;
  2. Avvelenando il clima potrebbero portare a risultati negativi per la Roma, con il risultato di vendere meno giornali.

Eppure queste polemiche inutili e deleterie anche per chi le porta avanti, ci sono. Se poi la Roma vince, come spesso è successo quest’anno, non è certo merito di questi media, ma di un folto gruppo di tifosi romanisti, capeggiata dai gruppi della Curva Sud, che la difendono sempre, che la sostengono sempre: gli unici a portare giustamente il nome di Romanisti. Come dice il sottotitolo di questo blog: se non la sostieni, non chiamarti Romanista. Sono molti invece quelli che, capeggiati da queste radio e questi giornali, si dicono romanisti e intanto buttano merda, per poi chiudere con un “Sempre Forza Roma”. Allora o butti merda come fanno anche gli juventini e i laziali ma ti smarchi dalla Roma, o alla fine del discorso di sostegno, dici “Sempre Forza Roma”. Delle due, l’una, sennò sei incoerente. Quindi abbiamo visto come questo ambiente è particolarmente fragile. Basta una sconfitta o un pareggio e quelli che non parlano mai nei gruppi, si scatenano, il giornalista col dente avvelenato, si scatena, lo speaker, che si è tenuto da parte “il discorso della sconfitta” (badate bene non della vittoria, questi fanno spesso la filippica sulla sconfitta), fa la sua omelia negativa. Insomma in un clima teso, in un ambiente fragile, abbiamo anche “la Spada di Damocle” del rinnovo di Spalletti. Lui ha già chiarito che ha parlato con i giocatori. Ma che gli ha detto? Rimane sicuro? Sa già di andarsene? Vogliamo saperlo anche noi senza essere facile preda dell’articolo degli acchiappa-click su Spalletti che resta o Spalletti che se ne va. A dire il vero se se ne deve andare, Spalletti fa bene a non pronunciarsi oltre, ma se ha deciso di rinnovare, lo deve dire e lo deve dire con forza. I suoi figli sono ancora romanisti? Mi pare di sì. La sua famiglia sta bene a Roma? Mi pare di sì. Lui ha mai detto di essere romanista? L’ha detto. Tante volte. Ripeto un concetto che ho enunciato tempo fa: se Spalletti se ne va per i media e va alla Juve, darà solo ragione ai suoi critici e darà partita persa a chi lo sostiene come me, come Totti, come i gruppi della Curva Sud. L’altra fragilità è il fatto che il presidente sia sempre a Boston e quasi mai a Roma, ma è una situazione ultimamente molto frequente per le società con presidenza estera (come per il Liverpool, lo United, il City, il PSG e in Italia Inter e Milan).

Ora bisogna sostenere squadra, allenatore e società per la volata finale. Partiamo da un mezzo passo falso come il pareggio casalingo con l’Atalanta, che ci ha quasi del tutto precluso il primo posto. Partiamo dal secondo posto con 2 punti sopra il Napoli  e 8 sotto la Juve, con l’obiettivo tra questo e il prossimo anno di conquistare il primo posto e di mantenerlo fino a giugno e/o di alzare un trofeo. Ora bisogna correre e vincere: vincere con il Pescara e nelle altre 5 partite significa mettere le basi per i successi del prossimo anno. Non aspettiamoci il sostegno da altri. Difendiamo la Roma. Sosteniamo la Roma. In fondo se non la sostieni, non puoi chiamarti Romanista. Daje Roma!

Giordano Sepi

Roma – Atalanta 1-1

Le madonne sono tante per una partita  che abbiamo buttato nel primo tempo e poi abbiamo tentato di vincere  solo nel secondo, dove siamo stati anche tanto sfortunati (con i due pali presi da De Rossi e dal Ninja). Il primo fattore di questo pareggio è stata l’ottima partita dei bergamaschi. Bravi Caldara (in marcatura stretta su Dzeko) e Conti (autore dell’assist per il gol di Kurtic). Nel secondo tempo, l’entrata di Bruno Peres era sembrato all’inizio lo scacco matto di Spalletti, ma Gasp ha messo sulla sua fascia prima D’Alessandro e poi Cabezas, spegnendo le speranze giallorosse di portare a casa i 3 punti. Bravi per noi Dzeko e De Rossi. Bravo il Ninja e, come detto, Bruno Peres  nel secondo tempo: troppo poco per portarsi a casa l’intera posta. Troppo tardivo il cambio di Totti, ma ricordiamo che dei se son pieni li fossi. Perdiamo due punti di vantaggio sul Napoli (ora a -2) e la Juve allunga su di noi (ora a +8). Bisogna guardare avanti. Bisogna guardare a Pescara per vincere e vincere in modo convincente. Potremo trovarci ad agosto a giocare dei scomodi preliminari per un calendario peggiore del Napoli. Adesso loro andranno prima a Reggio Emilia con il Sassuolo e poi  a San Siro con l’Inter, è fondamentale guadagnare punti su di loro, anche se noi avremo prima Pescara e poi il derby in casa: due partite difficili ma alla portata. Portarsi a 5 punti di vantaggio con 4 giornate alla fine può essere decisivo per il  secondo posto. E lo scudetto? Sembra adesso stupido parlarne. Abbiamo 8 punti da recuperare in 6 giornate, quasi del tutto impossibile visto il passo degli zebrati piemontesi. Ci possiamo e ci dobbiamo porre l’obiettivo di vincere tutte le ultime 6 partite, per quanto siano difficili gli avversari. Bisogna correre e correre bene! Bisogna attaccare e attaccare bene! Bisogna vincere e vincere bene! Finalmente avremo accanto la Curva Sud pronta a sostenerci. Con il loro fondamentale aiuto, possiamo e dobbiamo vincerle tutte fino a fine stagione. Daje Roma!

L’avversario di sabato: l’Atalanta

Nell’ultimo post invitavo a tifare Juventus con il Barcellona martedì (quando i bianconeri hanno vinto 3-0) e ho spiegato anche perchè. Visto che ho notato, sia dal poco successo di mi piace del mio post, che dai commenti nei gruppi romanisti, che questa idea è mal-digerita, spiego perchè:

  1. Sicuramente è più facile che la Juve vinca il triplete, che la Roma vinca lo scudetto;
  2. Sicuramente per la Juve è più facile vincere lo scudetto che la Champions’ (nonostante un probabile turn-over in campionato);
  3. Sicuramente c’è la possibilità che buoni risultati in Champions’ li gasino in campionato, anche se i meccanismi psicologici scatenati da buoni risultati in Champions’ non possono essere previsti facilmente.

Ma se la Roma ha una mezza possibilità di vincere la Serie A, è perchè la Juventus va avanti in Champions’, dando la preferenza ad una competizione più importante, facendo turn-over e in generale spendendo tante (aiutatemi a dire tante) energie nervose in un’altra competizione. Senza tenere conto del fatto che fare il triplete è difficilissimo. E’ riuscito un paio di volte al Barcellona e una sola volta a una squadra italiana (l’Inter nel 2010 e dovremmo ricordarcelo bene). Ripeto: è più facile per la Juve vincere la Serie A in virtù dei 6 punti di vantaggio e della maggiore forza delle squadre partecipanti alla Champions’. Ad ogni modo, se l’obiettivo della Roma è vincere la Serie A (e non può essere altro), bisogna sperare che la Juventus vada avanti in Champions’, per quanto comunque lo scudetto rimane un obiettivo difficile. E tutti questi discorsi utilitaristici non tengono in considerazione la buona abitudine di tifare comunque le squadre italiane in Europa (per quanto possano essere odiose).

Passiamo alla partita che è difficile, ma alla portata, con gli orobici che stanno facendo un buon campionato, anche se forse adesso sono in affanno. C’è da prevedere sia per una maggiore nostra qualità a centrocampo, sia per un loro atteggiamento rispettoso, che faranno pressing, ma per la maggior parte del tempo ci lasceranno campo: aspettando e ripartendo. E’ importante la costruzione del gioco dalla difesa. E’ importante impostare il gioco su pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero, più recupereremo palla alti, più potremo creare occasioni, segnare e risegnare. E’ una partita difficile e da giocare con la massima serietà e concentrazione soprattutto in difesa. ma anche in attacco, fino al triplice fischio. Spesso dovremo ripiegare indietro, tornare e difendere. Si possono anche aprire spazi in contropiede. Bisogna essere bravi a attaccare ed attaccare bene. E’ la prima partita di Serie A all’Olimpico in cui finalmente sarà presente la Curva Sud come la conosciamo. L’aiuto della Curva Sud, l’urlo della Curva Sud ci può guidare alla vittoria.

La squadra della Dea (anche se Atalanta nel mito greco è una Ninfa) viene a giocare all’Olimpico con un 3-5-1-1, con Mounier dietro a Petagna. Caldara e Freuler dietro impostano il gioco, con Masiello (peggiore nel controllo palla) e Toloi che di solito si appoggiano sugli esterni. A centrocampo Kessie e Kurtic, cercano gli inserimenti. Ci vuole attenzione soprattutto su Kessie, soprattutto quando si sovrappone sulla fascia. Gli esterni Conti e Spinazzola sono abbastanza simili, forse Spinazzola è più bravo nel portare palla e nel cross e Conti è più bravo nella finalizzazione. Mounier gira intorno a Petagna, che va curato con la massima attenzione.

Nel complesso, nell’ultima partita sembravano stanchi mentalmente e soffrono l’assenza del loro giocatore più talentuoso (il Papu Gomez), rimangono una squadra forte con cui ci vuole la massima concentrazione per portare a casa i 3 punti. Andiamo a vincere! Daje Roma!

Giordano Sepi

Bologna – Roma 0-3

La Roma vince a Bologna, con la Juve che batte il Chievo (2-0) e il Napoli che sconfigge a Roma la Lazio (0-3). C’è poco da dire sulla partita. Dopo i primi venti minuti con un buon Bologna, la Roma ha preso le redini del gioco, segnando nelle uniche due occasioni del primo tempo, prima sui sviluppi di un calcio d’angolo con il Comandante Fazio e poi con veloci scambi, assist di Dzeko e conclusione di Salah, che nel postpartita ha voluto ricordare le vittime del terrorismo nel suo Egitto. Nel secondo tempo, ha suggellato il risultato Dzeko su passaggio del prete (modo di dire di mio nipote e ottimo gesto altruista da riutilizzare) di Perotti. Nel complesso, siamo stati abbastanza cinici e cattivi nelle poche occasioni avute e bravi nella gestione del gioco e della partita. Abbiamo approfittato di una di quelle squadre (come la Juve col Chievo), che non ha più molto da chiedere alla stagione. I bolognesi (come i clivensi) sembravano privi di spirito agonistico. Non c’è stata reazione. Messi nel saccoccio i 3 punti, la Roma si è limitata a gestire. Negli scorsi giorni, Sarri ha richiamato l’attenzione su un calendario troppo congestionato per le squadre occupate anche da impegni europei. Una soluzione potrebbe essere diminuire le squadre in Serie A con conseguente diminuizione delle partite di campionato: soluzione impraticabile secondo la maggioranza composta da squadre piccole. C’è da dire che il giudizio sulle italiane in Europa può solo essere negativo, con una sola squadra ancora in lotta (la Juve in Champions’), superati dalle squadre spagnole (con ancora 4 squadre in gioco: Atletico Madrid, Barcellona, Real Madrid e Celta Vigo), tedesche (3: Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Schalke), inglesi (2 Leicester e Manchester United) e francesi (2 Monaco e Olympique Lione). Per questo il problema secondo me non è tanto il calendario congestionato, ma il fatto che le altre squadre italiane non sono abbastanza allenanti per le squadre più forte. C’è una serie di squadre tra cui metto il Genoa (che deve ancora affrontare sia la Juve che la Roma), il Bologna (che deve affrontare ancora la Juve), il Chievo (che deve affrontare ancora la Roma) e altre che non avendo più obiettivi per cui combattere si adagiano con sconfitte e brutte figure. Se veramente si vuole credere nello scudetto, queste squadre invece devono vendere la pelle a caro prezzo, proponendo sfide difficili ma alla portata per noi e magari levando punti ai nostri avversari diretti. Ci sono diversi punti che. nonostante continuiamo ad essere sfavoriti, dicono Roma: abbiamo una migliore differenza reti e ci sono ancora partite difficili per entrambi. Ripeto: rimaniamo sfavoriti, ma non ancora sconfitti. Intanto invito tutti a tifare Juve martedì contro il Barcellona. Prima di tutto perchè è una squadra italiana e se non lo si vuole fare per il Ranking UEFA, è giusto farlo per un certo spirito patriottico. In secondo luogo perchè le semifinali che giocherebbe la Juve sono a cavallo delle 3 partite più difficili per noi e per loro. Vado a illustrarvi con la mia valutazione il calendario delle due squadre.

32esima giornata: Roma-Atalanta (3 di difficoltà), Pescara-Juventus (2)

33esima giornata: Pescara-Roma (2), Juventus-Genoa (2)

34esima giornata: Roma-Lazio (4), Atalanta-Juve (4)

35esima giornata: Milan-Roma (4), Juve-Torino (3)

36esima giornata: Roma-Juve

37esima giornata: Chievo-Roma (2), Juve-Crotone (1)

38esima giornata: Roma-Genoa (1). Bologna-Juve (2)

Come potete vedere, il calendario della Juve non è una passeggiata, ma è comunque più facile del nostro. La Roma potrebbe arrivare a 92 punti (record di punti distrutto) e non vincere lo stesso lo scudetto, il che sarebbe un peccato. Sta di fatto che per riuscirci, siamo chiamati a un’impresa difficile ma possibile, come per noi è sempre stato difficile vincere lo scudetto. Rimango dell’idea che ce la possiamo fare! Daje Roma!