Una riflessione sull’esclusione dell’Italia dal Mondiale e sul Mondiale dal punto di vista politico. In questo contesto dobbiamo entrare in Champions. Inter.

Il primo tema è l’esclusione dell’Italia dai Mondiali. Voglio dare il mio piccolo contributo alla riflessione doverosa dopo questo dramma sportivo.

In primo luogo serve più attenzione alle giovanili. I giovani devono essere educati più nella tecnica che nella tattica come ho sentito dire da Allegri. Gli Azzurri che saltano l’uomo sono rari e anche in Serie A sono spesso attaccanti stranieri i più capaci nel dribbling (e a mio avviso c’è anche paura a entrare nei contrasti).

Bisogna modernizzare Coverciano, facendolo diventare una sorta di Accademia della Nazionale in cui far crescere i migliori, magari con un Club Italia di giovani che compete nei campionati minori. Un’Accademia in cui l’insegnamento sportivo è affiancato da quello delle materie scolastiche e, lasciatemi dire, anche morali, facendo morire quelle “furbate” tutte italo-calcistiche sulle perdite di tempo, le simulazioni, etc. etc. che, se tempo fa erano un upgrade, adesso hanno contribuito all’immagine dell’italiano che fa il furbo con conseguente antipatia anche da arbitri internazionali: uno stereotipo che ci si rivolge contro come nel caso del mancato rosso al bosniaco sul fallo su Palestra. Non significa ricostruire da zero. L’Under 21 di Baldini ha battuto i pari età della Svezia 0-4 nello stesso giorno dello sfortunato spareggio in Bosnia.

Una delle conseguenze di questa esclusione potrebbe (dovrebbe) essere le dimissioni di Gravina da Presidente della FIGC. In questo caso i dirigenti della Roma si devono attivare per avere una candidatura e vincere una battaglia che non è solo politica, ma ha conseguenze anche sul campo.

Gli imminenti Mondiali in Canada, Messico e USA sono un evento che apre tanto dibattito a seguito della deriva autoritaria degli USA e dell’attacco di USA e Israele contro l’Iran.

In primo luogo la manifestazione potrebbe essere danneggiata da boicotaggi, come quello già annunciato dall’Iran e quello presumibile di Arabia Saudita e Qatar, che sono sotto le bombe iraniane. In secondo luogo i tifosi di tutto il mondo potrebbero essere infastiditi dall’ICE, la polizia politica americana, dovuta alla nuova natura autoritaria degli USA, un tempo tempio della democrazia. In terzo luogo, anche il torneo nello specifico potrebbe essere falsato da favoritismi agli USA, configurando questi Mondiali come quelli organizzati da dittature, come Italia 34, Argentina 78, ad esempio.

Un piccolo inciso lo voglio fare sulla supposta uscita degli USA dalla NATO che significherebbe una volontaria menomazione degli USA che non potrebbe più usare la miriade di basi europee. D’altro canto finalmente l’Europa non avrebbe più paura, né scrupoli nel programma strategico militare indipendente dagli USA, a livello finanziario (col debito comune), industriale (con il coinvolgimento delle grandi industrie europee come Dassault, Leonardo e Rheinmetall ad esempio) e strategico nello specifico con la costruzione di basi europee, anche quelle dismesse dagli USA per l’uscita dalla NATO.

Va comunque detto che proprio per una legge di Marco Rubio, Segretario di Stato attuale e ex-senatore repubblicano, ora tanto contrario all’Europa, l’uscita degli USA dalla NATO deve essere approvata dal Senato con il voto di 2/3 dei senatori, quindi al momento impossibile.

Dati il prestigio e l’incombenza dei Mondiali, si può desumere che l’infortunio di Wesley e i dolori di Koné, che fa parte della favorita Francia, potrebbero essere atti alla preservazione in vista dei Mondiali. Va quindi adottata una strategia specifica per questa situazione, magari mettendo in campo giocatori che hanno bisogno di farsi notare dalle Nazionali come Angelino, Soulé, Celik, e i veri Romanisti come Mancini, Cristante, Pellegrini e Pisilli.

Il prossimo avversario sarà l’Inter a San Siro, la squadra più forte della Serie A nel posto peggiore.

L’Inter di Chivu è molto simile a quella di Simone Inzaghi, specialmente perché gli interpreti sono la maggior parte gli stessi.

In fase difensiva il 352 si trasforma in 532.
La mezzala va in pressing sul terzo centrale.
Attaccano più spesso dalla loro parte sinistra con Dimarco e con Bastoni (entrambi mancini) che mettono ottimi cross.

Andremo quindi a San Siro sotto l’ombra scura dei Mondiali. Ciò ci ha fatto riflettere sulle ragioni profonde della mancata qualificazione dell’Italia, sull’aspetto politico, sociale e sportivo dei Mondiali in un paese come gli USA, un tempo tempio della democrazia e che ora sta soffrendo una deriva autoritaria e quindi sui ragionamenti sugli 11 da mandare in campo contro l’Inter per performare al meglio.

Daje Roma!

Giordano Sepi

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