Lazio. Adesso i fatti. Parma-Roma 2-3.

Arriviamo al derby dopo una remontada nei minuti di recupero a Parma e una finale di Coppa Italia della Lazio che somiglia tanto ad una notifica al cellulare di bonifico ricevuto. Il rischio ora è sottovalutare il pericolo del derby: sempre una partita difficile, mentre adesso servono i fatti, serve vincere per conquistare la zona Champions come anche per l’Europa politica è il momento dei fatti. E’il momento che i sovranismi del pianerottolo di alcuni partiti si trasformi in sovranismo europeo con un forte stato Europa.

Caspita, che botta hanno preso i laziali. In una sera, con la loro sconfitta in finale di Coppa Italia, loro fuori da tutto e che ripartono dai preliminari di Coppa Italia nel 26/27, noi sicuri perlomeno in Europa League e della permanenza di Donyell Malen il prossimo anno, dato che l’UEL ha fatto scattare l’obbligo di riscatto. Mo’ se diamo un’altra botta con la vittoria nel derby e zona Champions, li mannamo tutti a fa la fila a Ariccia pe’ buttasse dal ponte.

Giocano con un centrocampo a 3 con Patric centrocampista difensivo e con il ruolo della prima costruzione, mentre Basic e Taylor (quest’ultimo molto in forma) vanno in pressing anche sul centrale difensivo e si inseriscono in fase d’attacco. Anche con suggerimento dell’ala, tipo Zaccagni per Taylor. Isaksen, l’ala destra, è mancino.

Difendono a zona sui corner con qualche uomo a uomo su quelli più pericolosi, poi cercano di ripartire veloci in contropiede. Con la Cremo hanno segnato così il primo gol.

I derby della Capitale sono spesso decisi da errori difensivi grossolani o da contropiedi che puniscono squadre troppo sbilanciate in fase offensiva. E’ vero che la Roma deve vincere, ma anche loro per salvare la faccia davanti ai tifosi, quindi un atteggiamento equilibrato, senza scoprirsi troppo in difesa, non esclude i tre punti per noi.

Se la Roma si è assicurata l’Europa per il prossimo anno (sono 13 anni di fila che la Roma si qualifica in Europa: un dato che va a derubricare a cazzata le narrazione mistificatorie e negative anche di diversi romanisti). E’ ora che anche l’Europa passi ai fatti.

Non è più rimandabile l’Europa politica, che eserciti la forza come uno stato, che abbia un bilancio più pesante dell’1% del PIL per stato, che abbia fiscalità e debito comune, che sia quindi un credibile player sul piano internazionale. I segnali sono positivi. L’Europa potrebbe allargarsi anche fuori dai suoi confini geografici. In questo quadro, Il Canada di Carney si sta dimostrando molto disponibile all’Unione. Si va quindi a configurare un insieme di democrazie medie che insieme possono essere più potenti di USA e Cina.

La Roma arriva al Derby della Capitale dopo una rocambolesca vittoria a Parma. Il Parma ha giocato molto bene. Noi eravamo passati in vantaggio nel primo tempo col solito Malen. Poi ci siamo un po’ rilassati sul risultato positivo. Il Parma ha preso coraggio ed ha ribaltato la partita. Ma poi sono arrivati quei minuti di recupero folli e la Roma ha vinto. Sono queste emozioni, questi brividi, che ci fanno sentire romanisti e ci fanno tifare più forte.

36a Serie APrimo TempoSecondo TempoRisultato FinaleMarcatori
0
2
2
47’Strefezza, 87’Mandela Keita
1
2
3
22′, 90+11’Malen, 90+4’Rensch

Laocoonte avvertiva i troiani “Timeo danaos et dona ferentes”. Temo i greci anche quando portano i doni. Ma anche quando i doni li porta il destino come una vittoria fortunosa della Roma e una sconfitta pesante della Lazio, non bisogna abbassare la guardia. Mai. Specialmente nel Derby della Capitale che punisce le squadre troppo tracotanti e quindi sbilanciate in attacco. E’ il momento dei fatti. E’ il momento dell’Europa Politica. E’ il momento di conquistare la Champions del prossimo anno.

Daje Roma!

Giordano Sepi

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