Ci manca un’anticchia per passare da forti a vincenti. Roma-Real 3-4. Genoa.
Se la vogliamo mettere sotto l’aspetto dell’irrazionale, la partita contro il Real potrebbe essere lo specchio della stagione. Con la Roma che arriva ad un passo dal prestigioso traguardo e poi non ce la fa (tesi avvalorata anche dal 2-2 contro l’Inter).
Invece l’idea del vostro pessimo blogger è che dobbiamo lasciare stare la Dea Fortuna, dal carattere volubile, che poi potrebbe essere lei a chiamare. Ci dobbiamo soffermare sugli aspetti razionali, reali e quindi pragmatici.
| 2a UCL | Primo Tempo | Secondo Tempo | Risultato Finale | Marcatori |
![]() | 20′ De Roon, 51′, 57′ Malen | |||
![]() | 25′ Mbappé, 83′ Espi, 85′ Endrick, 90′ Rudiger |
La prima analisi è l’insufficienza nella gestione dello score e del tempo: è già la seconda volta che passiamo in vantaggio di 2 gol contro una grande squadra (già è successo contro l’Inter) e non siamo capaci di portare a casa la vittoria. Questo problema si aggrava con la nuova linea arbitrale di evitare le perdite di tempo: linea che comunque preferisco ai frustanti e colposi comportamenti per perdere tempo.
La peculiarità della partita contro il Real è aver subito 3 gol da corner (per di più in 5 minuti), il che suggerisce, a livello tecnico, allenamento sui corner ma, principalmente, a livello psicologico, allenare la mentalità di saper soffrire senza cedere quando la partita lo richiede.
Per fortuna, arriva subito un altro avversario come il Genoa di De Rossi, un romanista che abbiamo amato tanto, ma forse non abbastanza per quanto ci ha amato lui. Ad ogni modo spero che combatterà al massimo proprio per allenare non solo le gambe ma anche la mentalità. Poi possiamo anche vincere di goleada.
Il Genoa gioca con il 352 o il 4213 con spesso marcatura a uomo e lancio lungo in costruzione. Sow o Frendrup è il centrocampista più avanzato e più attivo nel pressing. In fase offensiva dovremo stare attenti alle 2 punte (Osmajic e Colombo), ma anche su Baldanzi (nostro vecchio amico), che gioca mezzala sinistra, dal baricentro basso quindi bravo nel dribbling e con un tiro mancino insidioso.


La genialità di DDR si vede dal fatto che può schierare due formazioni diverse con gli stessi titolari, lasciando nel dubbio l’avversario fino all’inizio della partita. Il ruolo chiave per cambiare formazione è quello di Ellertsson (mancino come Messias) che nel 3421 o il 352 fa l’esterno basso a sinistra, nel 4213 fa l’attaccante destro.
Arriviamo quindi alla partita dell’Olimpico contro il Genoa con le ossa rotte dal Real ma anche tanta rabbia. E’ fondamentale adesso riprendere il percorso giusto.
Daje Roma!
Giordan Sepi


