Se non la sostieni, non chiamarti Romanista!

Abbiamo già parlato del rapporto tra media e Roma. I media creano polemiche inutili, gli piace dare credito alle idee più strambe dei romanisti per modo di dire, alle volte prendono posizione in modo decisa contro la Roma. Ultimamente questi media battono sul tasto Totti creando fraintendimenti e stupide polemiche. Dall’altra parte, i romanisti duri e puri chiedono a Totti di prendere una posizione chiara. Vi domando: ma più che dire che vuole che Spalletti resti, che deve dire questo povero cristo? Rimane la polemica inutile, stupida e deleteria per il club, attizzata ultimamente anche da un fondo del direttore di un giornale sportivo, comprato soprattutto a Roma e dai romanisti. Ma si rendono conto questi giornali e queste radio che fanno solo il male della Roma, attizzando queste polemiche? Si rendono conto che se la Roma andasse male, anche peggio, sarebbe colpa loro e venderebbero meno giornali, sarebbero ascoltati di meno? Da parte loro queste polemiche non hanno senso:

  1. Perchè non hanno riscontro nella realtà. Come già detto, anche Totti si è espresso a favore di Spalletti;
  2. Avvelenando il clima potrebbero portare a risultati negativi per la Roma, con il risultato di vendere meno giornali.

Eppure queste polemiche inutili e deleterie anche per chi le porta avanti, ci sono. Se poi la Roma vince, come spesso è successo quest’anno, non è certo merito di questi media, ma di un folto gruppo di tifosi romanisti, capeggiata dai gruppi della Curva Sud, che la difendono sempre, che la sostengono sempre: gli unici a portare giustamente il nome di Romanisti. Come dice il sottotitolo di questo blog: se non la sostieni, non chiamarti Romanista. Sono molti invece quelli che, capeggiati da queste radio e questi giornali, si dicono romanisti e intanto buttano merda, per poi chiudere con un “Sempre Forza Roma”. Allora o butti merda come fanno anche gli juventini e i laziali ma ti smarchi dalla Roma, o alla fine del discorso di sostegno, dici “Sempre Forza Roma”. Delle due, l’una, sennò sei incoerente. Quindi abbiamo visto come questo ambiente è particolarmente fragile. Basta una sconfitta o un pareggio e quelli che non parlano mai nei gruppi, si scatenano, il giornalista col dente avvelenato, si scatena, lo speaker, che si è tenuto da parte “il discorso della sconfitta” (badate bene non della vittoria, questi fanno spesso la filippica sulla sconfitta), fa la sua omelia negativa. Insomma in un clima teso, in un ambiente fragile, abbiamo anche “la Spada di Damocle” del rinnovo di Spalletti. Lui ha già chiarito che ha parlato con i giocatori. Ma che gli ha detto? Rimane sicuro? Sa già di andarsene? Vogliamo saperlo anche noi senza essere facile preda dell’articolo degli acchiappa-click su Spalletti che resta o Spalletti che se ne va. A dire il vero se se ne deve andare, Spalletti fa bene a non pronunciarsi oltre, ma se ha deciso di rinnovare, lo deve dire e lo deve dire con forza. I suoi figli sono ancora romanisti? Mi pare di sì. La sua famiglia sta bene a Roma? Mi pare di sì. Lui ha mai detto di essere romanista? L’ha detto. Tante volte. Ripeto un concetto che ho enunciato tempo fa: se Spalletti se ne va per i media e va alla Juve, darà solo ragione ai suoi critici e darà partita persa a chi lo sostiene come me, come Totti, come i gruppi della Curva Sud. L’altra fragilità è il fatto che il presidente sia sempre a Boston e quasi mai a Roma, ma è una situazione ultimamente molto frequente per le società con presidenza estera (come per il Liverpool, lo United, il City, il PSG e in Italia Inter e Milan).

Ora bisogna sostenere squadra, allenatore e società per la volata finale. Partiamo da un mezzo passo falso come il pareggio casalingo con l’Atalanta, che ci ha quasi del tutto precluso il primo posto. Partiamo dal secondo posto con 2 punti sopra il Napoli  e 8 sotto la Juve, con l’obiettivo tra questo e il prossimo anno di conquistare il primo posto e di mantenerlo fino a giugno e/o di alzare un trofeo. Ora bisogna correre e vincere: vincere con il Pescara e nelle altre 5 partite significa mettere le basi per i successi del prossimo anno. Non aspettiamoci il sostegno da altri. Difendiamo la Roma. Sosteniamo la Roma. In fondo se non la sostieni, non puoi chiamarti Romanista. Daje Roma!

Giordano Sepi

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