Roma – Lazio 1-3

Perdiamo male il derby, ma nonostante l’emotività del derby e del risultato, bisogna fare un’analisi lucida. Perdiamo 3 punti di vantaggio dal Napoli, ora a -1 e regaliamo, se non matematicamente, realisticamente lo scudetto alla Juve a +9 con 4 giornate da giocare. La squadra è sembrata poco attenta e poco concentrata, a tratti ha giocato bene, ma mancava la cattiveria agonistica che ci vuole nel derby di Roma. Soprattutto su due gol (il primo e il terzo) ci sono gravi errori di squadra, ma proprio di volontà. Nel primo gol sul passaggio a Keita Balde, ci sono solo 3 giocatori sotto la linea del pallone (troppo pochi), è poi bravo Keita Balde nel dribbling e tiro. Nel terzo gol, non ritorna nessuno lasciando in inferiorità numerica Ruediger. Anche la corsa di Bruno Peres sembra più “tanto per”, che con la disperazione di evitare un gol decisivo. L’assenza del tifo non è un alibi, ma è un’aggravante della situazione. Bisogna che ad andare allo stadio sia solo gente convinta di tifare. Insomma se il ritorno  dei gruppi della Curva Sud significano silenzio e intimidazioni per chi tifa, preferisco la Curva Sud senza gruppi, che ha voluto dire 14 vittorie in 15 partite in casa. Siamo tutti sul banco degli imputati in questa ingloriosa partita: società, allenatore ( che ha sbagliato a cambiare ElSha con Bruno Peres), giocatori (che non ci mettono la giusta grinta) e tifosi (che hanno creato un’entità Curva Sud autonoma dalla Roma, entità che senza il tifo per la Roma perde tutto il significato). Rimandiamo i bilanci alla fine della stagione: adesso arrivare secondi (qualificazione diretta in Champions’), o terzi (con un difficile preliminare da giocare a inizio stagione), fa tutta la differenza del mondo. Adesso bisogna guardarci negli occhi. Adesso l’allenatore deve parlare ai giocatori in gruppo e da soli. Se c’è la volontà di vincere e ci si crede veramente in questa maglia, si va in campo, si va allo stadio. Quelli che non hanno questa volontà, si accomodino in panchina, anche se questo significa schierare terzino destro Emerson Palmieri. La responsabilità è soprattutto di Luciano Spalletti, che deve parlare a quattro occhi con tutti, compreso Bruno Peres ( che o ha fiutato l’aria che non lo vogliono più o glielo hanno detto direttamente e il suo comportamento è comunque poco professionale). La sua rincorsa sul terzo gol è imbarazzante soprattutto se messa a confronto con il suo splendido gol con la Juve nel 2014 con la maglia del Torino (in un confronto che tornerà il prossimo week-end). Guardiamoci negli occhi anche sugli spalti. Non è accettabile una Curva Sud silenziosa, che si fa battere facilmente nel tifo dalla Curva Nord. Se c’è chi ha altri interessi più importanti della Roma, non venga allo stadio, se viene allo stadio e vuole intimidire chi tifa, mi troverà pronto e spero di non essere solo. Fuori dal contesto Roma, faccio presente la mia solidarietà a Muntari e chiunque colpito da fatti di razzismo: situazioni che nel 2017 non dovrebbero più accadere. Ora guardiamo avanti pronti a vincere queste ultime, maledette quattro partite. Daje Roma!

Giordano Sepi

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