Roma – Bologna 2-3

Partiamo da un concetto elementare di calcio: Palla coperta, la difesa sale. Palla scoperta, la difesa va verso la propria porta. Se gli attaccanti non pressano, è normale che la difesa si trovi in difficoltà e oggi il pressing è sembrato individuale e lento. Badate bene, la difesa non è esente da colpe. Il modo in cui abbiamo preso il primo gol di Orsolini è colpa anche dei centrali difensivi. Ma nella tattica, non si parla di difesa e attacco come settori staccati come nel football americano, ma di fase offensiva e fase difensiva. In questo contesto, la fase difensiva è stata insufficiente anche a centrocampo. L’espulsione di Cristante (ingiusta secondo me) paradossalmente ci aiuta. Cristante è un trequartista, non è un mediano. Dobbiamo ripartire da Bruno Peres (ottima la sua prova condita dall’assist per Mkhitaryan) e Mancini a centrocampo. Come riportato da AS Roma Data, la Roma ha avuto sempre più exG anche nelle partite perse, ma questa statistica è significativa se confrontata con il circa 1-1 di exG di Fiorentina-Roma 1-4 per spiegare bene che l’involuzione non è nè tecnica, nè tattica. Ma di mentalità. Dobbiamo mettere più cuore in campo. Se pareggi con i gol attesi e vinci con il risultato reale significa che stai sfruttando la macchina oltre le sue potenzialità, se invece è il contrario, significa che stai giocando sotto le tue possibilità. Ultimamente le mie analisi sono troppo superficiali, ma non mi sento il maggiore responsabile. Barrow è stato decisivo e non lo avevo preso abbastanza in considerazione, solo che anche i nostri potevano accorgersi che si accentrava per tirare col destro.

Kolarov ha ragione. Non dobbiamo guardare la classifica, ma tacere e lavorare. Nulla è pregiudicato. L’obiettivo a lungo termine è arrivare pronti per la sfida con il Gent, ma intanto testa all’Atalanta, squadra con cui lottiamo per il quarto posto (stiamo a -3), molto forte, ma discontinua e, per me, alla portata se affronteremo la partita con più grinta rispetto alle ultime partite. Daje Roma!


Let’s start from an elementary concept of football: Ball covered, defense goes up. Ball uncovered, the defense goes towards its own goal. If the forwards don’t press, it is normal that the defense is in difficulty and today the pressing seemed individual and slow. Mind you, the defense is not without fault. The way we took Orsolini’s first goal is also the fault of the defensive central. But in tactics, we don’t talk about defense and attack as detached sectors like in American football, but about offensive and defensive phase. In this context, the defensive phase was also insufficient in midfield. Paradoxically, Cristante’s red card (unfair in my opinion) helps us. Cristante is an offensive midfielder, he is not a defensive midfielder. We have to start from Bruno Peres (excellent his test seasoned by the assist for Mkhitaryan) and Mancini in midfield. As reported by AS Roma Data, Roma had more exG even in the lost matches, but this statistic is significant if compared with the 1-1 exG of Fiorentina-Roma 1-4 to explain well that the involution is not neither technical nor tactical. But mentality. If you draw with the expected goals and win with the real score it means that you are exploiting the machine beyond its potential, if it is the opposite, it means that you are playing under your possibilities. We must put in the field more hearth. My analyzes have been too superficial lately, but I don’t feel the most responsible. Barrow was decisive and I hadn’t taken him into consideration enough, only that ours too could notice that he was going towards the middle for shooting with his right.

Kolarov is right. We don’t have to look at the standing, but keep silent and work. Nothing is affected. The long-term goal is to get ready for the challenge with Gent, but in the meantime head to Atalanta, the team with which we fight for fourth place (we are at -3), very strong, but discontinuous and, for me, within reach if we face the game with more determination than in the last games. Daje Roma!
Giordano Sepi

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