L’avversario di domenica: il Lecce. The opponent of sunday: the Lecce.

InnanziTotti, la squadra e l’allenatore devono parlare. Partiamo dal concetto ormai assodato per tutte le tattiche che la squadra deve essere corta. Quindi o facciamo pressing e gioco offensivo, ma la difesa deve anche entrare nella metà campo avversaria, o facciamo difesa e contropiede e stiamo tutti dietro per poi ripartire veloci con le nostre ali. Entrambe gli atteggiamenti hanno punti positivi e punti negativi. Certamente se si gioca difesa e contropiede, si deve avere una grande capacità di soffrire senza cedere (cosa in cui non siamo mai riusciti quest’anno), se si gioca con il pressing alto, si comanda la partita, si hanno più occasioni, però si possono prendere contropiedi veloci. Certamente se gli attaccanti vogliono un gioco offensivo, devono pressare più di quanto fatto nelle ultime partite. La decisioni devono prenderla di comune accordo l’allenatore e i giocatori, ma dobbiamo avere un piano gara preciso. Il Lecce gioca offensivo. Possiamo giocare in modo ibrido, sia giocando offensivi con il pressing (che il Lecce soffre), ma i nostri attaccanti devono pressare, sia facendo difesa e contropiede, lanciando lungo su Dzeko, nostra regista offensivo, e sfruttando la velocità di Kluivert e Carles Perez. Badate bene non sto parlando del nostro schieramento tattico, ma del nostro atteggiamento. Qualsiasi schieramento è indifferente. Ovviamente la decisione finale spetta in comunione all’allenatore ed ai giocatori.

Liverani gioca col 4312. Mancosu si mette a sinistra, mentre Shakov come attitudine è un centrocampista centrale per questo l’ho messo come centrocampista centrale avanzato. Mancosu è il giocatore più pericoloso. Gioca a sinistra ma è destro, quindi si accentra per cercare il tiro con il destro. Lapadula è la prima punta. Attaccano soprattutto sulla loro sinistra, nostra destra, perché sia Barak è un centrocampista molto offensivo (molto bravo quando porta palla), sia Calderoni (il terzino sinistro) spinge molto. Anche Majer sulla loro destra si inserisce in attacco. Si può attaccare su entrambi i lati, ma probabilmente sulla nostra destra troveremo più spazio. Deiola è il playmaker, bravo nel controllo palla, ma adattato al ruolo. Dovrebbero funzionare i cambi di lato. Marcano a uomo sui calci d’angolo.

Comunicazione e concentrazione. Dobbiamo comunicare tra i giocatori anche in campo, sia passando spesso la palla, sia proprio parlando, cercando di trovare la giusta intesa tra i giocatori. Altro punto fondamentale è la concentrazione. Dobbiamo passare la palla in modo preciso. Nelle ultime partite abbiamo fatto errori gravi. E’ importante giocare con intelligenza. Serve anche il coraggio o nel pressare o nel soffrire senza cedere, ma se non riusciamo a costruire dal portiere, possiamo anche lanciare su Dzeko.

Accompagnati dai soliti fantastici tifosi romanisti, affrontiamo una partita difficile ma alla portata, cercando di fare un passo ulteriore in avanti rispetto alla partita col Gent. Possiamo e dobbiamo vincere. Daje Roma!

FirsTotti of all, the team and the coach must talk. Let’s start from the now established concept for all the tactics that the team must be short. So either we do pressing and offensive play, but the defense must also enter the opposing half of the field, or we do defense and counter-attack and we are all behind and then we break quickly with our wings. Both attitudes have positive and negative points. Certainly if you play defense and counter-attack, you must have a great ability to suffer without giving up (which we never did this year), if you play with high pressure, you control the game, you have more opportunities, however you can catch fast counterattacks. Of course if the forwards want an offensive game, they have to press more than they have done in the last few games. The decision must be made by mutual agreement between the coach and the players, but we must have a precise game plan. Lecce play offensive. We can play in a hybrid way, both by playing offensive with pressing (which Lecce suffers), but our forwards must press, both by making defense and counterattack, launching long on Dzeko, our offensive playmaker, and taking advantage of the speed of Kluivert and Carles Perez . Mind you, I’m not talking about our tactical formation, but about our attitude. Any formation is indifferent. Obviously the final decision is up to the coach and the players in communion.

Liverani plays with 4312. Mancosu plays on the left, while Shakov is a central midfielder attitude, so I put him as an offensive central midfielder. Mancosu is the most dangerous player. He plays to the left but is right, then he goes to the middle to try the shot with the right. Lapadula is the first striker. They attack above all on their left, our right, because both Barak is a very offensive midfielder (very good when he carries the ball), and Calderoni (the left back) pushes a lot. Even Majer on their right fits into attack. It can be attacked on both sides, but probably on our right we will find more space. Deiola is the playmaker, good at ball control, but adapted to the role. Side changes should work. They mark man to man on the corner kicks.

Communication and concentration. We must communicate among the players also on the field, both by passing the ball often, and by talking, trying to find the right feeling between the players. Another fundamental point is concentration. We have to pass the ball precisely. In recent games we have made serious mistakes. It is important to play intelligently. Courage is also needed in pressing or suffering without giving in, but if we can’t build from the goalkeeper, we can also launch on Dzeko.

Accompanied by the usual fantastic Roma fans, we face a difficult but affordable game, trying to go a step further than the game with Gent. We can and must win. Daje Roma!
Giordano Sepi

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