Sassuolo.

Nell’Emilia profonda, nella valle del Po profonda, la terra de “Il Comunista” di Guido Morselli, o se preferite del più famoso “Peppone e Don Camillo”, sorge Sassuolo. Sassuolo è nella provincia di Modena, ma gioca nella vicina Reggio Emilia al Mapei Stadium, frutto di una visione di un grande imprenditore come Squinzi che ha voluto portare la provincia emiliana a sfidare le nobili italiane e ad ambire a competere in Europa. Qui si respira il Partito Comunista Italiano. Qui si respirano le Brigate Garibaldi. E con la maturità (poca) dei miei 43 anni, con il bagaglio di tanta storia studiata e cercando continuamente di informarmi, mi sembra eclatante quanto fatto dai partigiani comunisti all’epoca. Dopo aver sconfitto il fascismo e con la consapevolezza di essere tanti e in grado di una rivoluzione, consegnarono le armi all’esercito italiano, regalando all’Italia l’attuale Costituzione (a cui il PCI ha fortemente contribuito), la democrazia e 70 anni di pace.

Il dopoguerra emiliano è stato ben descritto da Guareschi che ha inscenato “Peppone e Don Camillo”. La Guerra fredda durata per 50 anni tra USA e URSS, tra DC e PCI, viene rappresentata nel piccolo di un paese dell’Emilia tra il parroco (Don Camillo) e il sindaco (Peppone). Era un’Italia molto diversa. Senza cellulari, internet, Twitter. Si faceva politica nelle sezioni di partito, nel proprio piccolo comune. Erano partiti fondati su valori, principi universali come la famiglia, la solidarietà, la fratellanza ed altri, che andrebbero condivise anche dalle attuali generazioni. All’epoca, l’opera di Guareschi tentava di sdrammatizzare un conflitto autentico e riconosceva la validità democratica del dibattito. Don Camillo e Peppone avevano opinioni diverse su qualsiasi tema, ma c’era profondo rispetto, c’era una base di amicizia, dovuto all’antifascismo condiviso da entrambi. Come vi rendete conto, quel paese dell’Emilia è molto lontano dai nostri tempi.

Dionisi schiera il 4231, cercando di metterti sotto, anche grazie ad un ottimo pressing con 3/4 giocatori che pressano su inizio gioco avversario.

Possiamo creargli problemi in costruzione di gioco. Fanno impostare anche Consigli che non disdegna il lancio lungo per Raspadori. Piccolo, ma bravo in questa fase. Vincere questi duelli può essere decisivo. In costruzione si possono appellare anche a Boga sulla sinistra o a Berardi sulla destra. Costruiscono con entrambi i centrali (Chiriches-Ferrari). Specialmente Ferrari è molto bravo in questa fase. Bravi sulle seconde palle. Se superano il pressing, poi sono veloci e perigliosi in contropiede, principalmente con Raspadori (bravo con entrambi i piedi) e Berardi (sinistro).

In fase offensiva, un giocatore chiave è Djuricic, bravo nell’assist per Raspadori, ma anche a chiudere il triangolo con l’attaccante.

Djuricic passa a Raspadori mentre lui si inserisce
Triangolo Djuricic-Raspadori-Djuricic

Boga e Traorè giocano come ali sinistre e sono destri. Hanno il piede incoerente con la fascia in cui giocano e possono tirare a giro sul secondo palo.

Un altro giocatore chiave è Berardi, l’ala destra. E’ mancino e come Boga o Traorè può andare verso il centro per tirare con il suo piede preferito. In questa situazione, varia la soluzione (rima!), di solito tira a giro sul palo più lontano, negli ultimi tempi tira anche forte, di collo-piede, rasoterra sul palo più vicino, quindi vedendo come mette il piede per calciare si può facilmente capire dove tirerà il pallone. In questo caso è importante principalmente non farlo calciare da vicino. Può anche tornare verso il vertice alto dell’area per crossare sul secondo palo o arrivare in fondo al campo per crossare basso con il destro (situazione dove è più controllabile).

Sui calci d’angolo, in difesa difendono a zona, in attacco li batte da destra loro Rogerio(sinistro), da sinistra loro Raspadori. Da corner cercano il centro-area. Possono cercare soluzioni alternative perché hanno pochi giocatori molto alti (il più pericoloso in questa fase è Chiriches). Possono cercare anche il corner corto.

Loro cercano il dominio e hanno spesso la qualità tecnica per imporlo. E’ una partita tosta quanto importante e noi dobbiamo porci un unico traguardo: VINCERE. Daje Roma!

Giordano Sepi

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