Bodø/Glimt-Roma 6-1 e Napoli.

Siamo stati vergognosi. I norvegesi sono così. Se perdono 6-0 nei minuti di recupero, giocano per vincere. Se te ne possono fare 12, te ne fanno 12. Se te ne possono fare 6, te ne fanno 6. D’altronde questo tipo di spirito agonistico vibrante l’avevamo già assaggiato con Manchester United e Bayern Monaco e non è un caso che sono altre 2 squadre dall’etica protestante.

Il Bodø/Glimt ha meritato di vincere e di vincere in questa misura. La Roma ha semplicemente affrontato la partita come se fosse una vacanza un po’ bizzarra. Non c’è scusa di sintetico, vento o freddo. Male tutti. Non posso salvare nessuno. Gli unici di cui sono orgoglioso sono i meravigliosi tifosi romanisti che hanno fatto sacrifici per andare a vedere questa figuraccia ai bordi nord dell’Europa. Quelli di Bodø sono l’avanguardia del tifo romanista. Sono loro la spina dorsale della Roma. Sono coloro da cui dobbiamo ripartire.

Ho sbagliato a parlare di ampia rotazione da fare, ma non voglio scaricare le riserve come ha fatto Mou. Credo in Borja, Calafiori, Darboe, Diawara, Kumbulla e Reynolds anche perché molti di questi hanno giocato abbastanza bene anche nella scorsa stagione. Anche i soliti titolari non hanno giocato in modo sufficiente. Pellegrini è inadatto come mediano. Gli altri nulli.

Nulla è pregiudicato nell’economia del girone dove (ricordo) è fondamentale arrivare primi per evitare i sedicesimi (e quindi altre rotazioni nefaste). L’ampia rotazione favorisce la preparazione della partita di domenica col Napoli.

Una città d’amore. Una città drammatica, terribile e bellissima. Luciano De Crescenzo spiega benissimo la filosofia di Napoli. Napoli ha il suo interno le metastasi della camorra ma la combatte perché è una città d’amore.

Spalletti propone il 4231 fatto di possesso, ma anche verticale, con fase difensiva anche con le ali (soprattutto Insigne) e fase offensiva basato su dai e vai (triangoli). Le ali sono a piede invertito. Politano è sinistro ed è ala destra. Insigne è destro (ma bravo anche col sinistro) ed è ala sinistra. Entrambi sono pericolosi quando vanno verso il centro per cercare il tiro con il piede preferito.

Lorenzo è il leader non solo tecnicamente ma anche carismatico della squadra. Parla tanto. Ispira gli schemi. Va in copertura sul terzino. Micidiale quando va verso il centro per tirare di destro, soprattutto col suo pericolosissimo tir’a’gir. Con il destro dà al pallone un effetto incredibile. Può tirare anche col sinistro. Non escludiamo a priori che possa anche crossare dal fondo col sinistro.

In attacco o vanno sulla loro sinistra, nostra destra, col dialogo Mario Rui-Insigne o lanciano lungo su Osimhen che in contropiede, quando riceve la palla sulla corsa, è molto bravo. Sul lancio per liberare la difesa, Osimhen fa finta di saltare di testa con il difensore, ma poi sbilancia il difensore e parte con la palla verso la porta. In alternativa possono cercare il dribbling, il triangolo e tiro di Mertens.

Stiamo molto attenti sulle punizioni da sinistra per il tiro di Insigne e in generale sulle punizione da cross. In questa situazione, Spalletti si inventa parecchie tattiche.

A destra spingono molto con Di Lorenzo, ma il terzino in fase difensiva meno bravo è Mario Rui che riesce a evitare problemi, cercando il fallo subito in modo molto antisportivo.

Anguissa è molto bravo nel recupero palla(in queste occasioni è anche molto falloso), un po’ meno nella costruzione di gioco.

Arriviamo a questa partita nel modo peggiore. Affrontiamo un avversario forte e il più in forma della Serie A dopo una figuraccia internazionale. I romanisti sono già pronti per una nuova battaglia con rinnovato spirito (impagabili) e meritano ben altri risultati. Daje Roma!

Giordano Sepi

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