Roma-Vitesse 1-1 e Lazio.

Non stiamo giocando bene. Il Vitesse non si è buttato all’attacco, ma ha cercato di gestire il possesso, sperando nel colpo improvviso. E il colpo improvviso è arrivato con un gran tiro al volo da fuori di Wittek. 0-1. Negli ultimi venti minuti, la Roma ha giocato meglio. In passato è capitato (anche se molto raramente) che la Roma giocasse male per gran parte della partita e gli ultimi 5 minuti non bastavano a rimettere le cose a posto. Invece sono due partite di fila che troviamo il pareggio nel tempo di recupero. Questa volta il pareggio vale i quarti. Questa volta è stato El Sha (ottima prova) a servire bene Karsdorp che ha poi messo Abraham a porta vuota. 1-1 e andiamo ai quarti.

In un periodo della Roma e del mondo folle con la guerra a pochi km, ci vuole un bagno di razionalità. Ciò che chiede da tempo la Cina. Oggi, Biden e Xi Jinping hanno parlato. Fonti ucraine parlano di accordi di pace vicini. I mercati hanno risposto positivamente. La concordia internazionale e la globalizzazione sono due fattori decisivi per il benessere economico (e mentale) del mondo. La razionalità serve anche alla Roma. Troppo spesso la palla in costruzione scotta troppo. Il pressing non può essere esclusiva solo delle due punte ma deve essere collettivo. Mi riservo di parlarne in maniera più approfondita durante la sosta per le nazionali (forza Azzurri!).

In queste ore abbiamo scoperto che l’avversario della Roma ai quarti sarà il famigerato Bodø/Glimt che a casa sua ci ha rifilato 6 pallini. Non è più una sorpresa e va affrontato con più attenzione. Ma adesso la testa deve essere alla Lazio. Per il momento, la tattica del catenaccio può andare bene anche coi laziali che con Sarri sono coraggiosi e propositivi (anche troppo). Ma già da domenica dovremo migliore nella costruzione dal basso. E’ assolutamente vietato permettere i contropiedi.

Sarri schiera il 433 con costruzione dal basso coraggiosa, ma anche molto rischiosa. In attacco, hanno diverse armi.

Il più pericoloso in fase offensiva è Immobile: bravo sui cross, con tiro da fuori forte, ma specialmente eccellente nel movimento sul filo del fuorigioco. Felipe Anderson è destro ed è ala sinistra e Pedro è forte anche col sinistro ed è ala destra, quindi quando vanno verso il centro, possono cercare il tiro con il piede preferito. Specialmente Pedro ha l’arma più pericoloso nel tiro. Lo spagnolo è in grande forma, per questo metterei sulla sua fascia El Sha che sta a palla de foco. Sarri può anche scambiare le due ali, per far giocare Felipe Anderson con il piede coerente con la fascia.

ll playmaker può essere o Lucas Leiva, più bravo in fase difensiva, o Cataldi, più bravo nella costruzione di gioco. Milinkovic-Savic dà una mano in costruzione, anche se la sua caratteristica migliore è l’inserimento in attacco per il lancio lungo o il cross. E’ molto bravo di testa anche sui corner.

Il corner lo batte Luis Alberto. Dalla loro sinistra, nostra destra, può crossare sul secondo palo con il movimento di 3-4 uomini sul primo palo, per liberare Felipe Anderson sul palo lontano, soprattutto se Luis alza una mano. Se tocca la bandierina, la gioca corta. Marcano a zona sui calci d’angolo.

E’ una partita in cui contano di più le emozioni che la tattica. Chi saprà mantenere di più la concentrazione e volare sulle ali libere dell’emozione, avrà la meglio. In particolare per questo motivo, nonostante il periodo non trascendentale sotto l’aspetto tattico, ma positivo sotto l’aspetto emotivo, voglio essere ottimista. Daje Roma!

Giordano Sepi

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