Consolidare la forza e l’etica.

Ho ripetuto tante volte che non c’è notte così lunga da impedire al sole di risorgere e il sole della vittoria adesso ci illumina tutti. Ma non bisogna farsi accecare. Inutile e dannoso fare proclami. Inutile e dannoso già parlare di Budapest (sede della prossima finale di UEL a cui parteciperemo da testa di serie).

Abbiamo imparato che la vittoria è arrivata grazie a tante partite, a tanti gol. Il gol di Pelle col CSKA Sofia non è stato meno decisivo per la Coppa di quello di Zaniolo col Feyenoord. Siamo una buona squadra, ma per qualunque obiettivo (Scudetto, Coppa Italia, Europa League) dovremo essere focalizzati su ogni minuto di ogni partita. Partita per partita. Minuto per minuto. Centimetro per centimetro come insegna Al Pacino.

Riflessioni sulla rosa. Ho schierato un 3421 dinamico che a seconda delle situazioni della partita può diventare 352. Questa tattica ha funzionato l’anno scorso, quindi non vedo perché cambiarla (come dicono gli americani: if works, don’t fix, se funziona, non aggiustarlo). La rosa ha certi ruoli fin troppo coperti (come l’esterno sinistro) e altri abbastanza scoperti (come i difensori e l’esterno destro). Quindi il mercato dovrà coprire quei ruoli con la premessa che non si può vendere sempre a zero per poi pagare i giocatori 30 milioni. Ad esempio, Veretout (che ho dimenticato miseramente nell’immagine) non può essere venduto a zero. E’ un giocatore valido e che ha mercato e, se nessuno farà offerta adeguate, si può pensare anche a tenerlo. Mi sono permesso inoltre qualche licenza poetica come Zaniolo e Zalewski mezzale. Penso che è una posizione che possono coprire in modo adeguato. L’ultima parola su tutti questi ragionamenti spetta al nostro condottiero, Josè Mourinho.

L’etica esteriore ed interiore. A differenza dei cugini che si sono sempre proclamati “ente morale” e poi hanno fatto parte dei maggiori scandali del calcio italiano, la Roma non ha mai avuto situazioni scabrose dal punto di vista morale. O almeno passati in giudicato come tali come successo per i cugini. Spesso in Italia specialmente chi si straccia le vesti per la corruzione è il primo ad essere corrotto. Un po’ come diceva Gesù Cristo dei farisei.

Anzi quando la questione morale è diventato il tema maggiore del paese, dopo la tempesta, si è avuto un peggioramento etico. Come ad esempio con Tangentopoli, con i politici che prima parlavano di “soldi per il partito”, mentre adesso le tangenti e la corruzione sono quasi motivo di vanto. Come Calciopoli ha visto per un periodo (molto più lungo di quello esaminato), la Juve fare il cazzo che gli pareva e dopo Calciopoli l’Inter era la nuova Juve (a spese della Roma mai in mezzo a questi scandali come dicevamo). La questione morale parte da un’esigenza etica poi però nei fatti è sempre una guerra di potere.

In ogni caso, i referendum sulla giustizia sono troppo spudorati nella volontà di impunibilità del politico e sono contrario. Il cittadino ha sempre fatto presente a più riprese questa esigenza di maggiore etica da parte della politica e della Serie A. Le squadre che vincono lo scudetto in Italia, poi si lamentano che gli arbitri in Europa hanno un bidone al posto del cuore. C’è qualcosa che non va.

Secondo Aureliano, questa situazione di gioco è rigore per i neri.

La vittoria della Roma in UECL ha dimostrato che, se un club è trattato seriamente in Serie A(anche se spesso la Roma è stata vituperata), può poi andare a vincere in Europa. Ma non solo. Se il sistema mette sullo stesso piano tutte le squadre, può vincere anche un out-sider, cresce la reputazione del campionato, entrano più soldi dai diritti tv, aumentano i tifosi all’estero e conseguentemente il merchandising. Si crea quel circolo virtuoso che poi ci rende competitivi ai più alti livelli. Ciò spetta all’Italia, agli italiani e deve essere l’ambizione della Roma. Daje Roma!

Giordano Sepi

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