Roma-Juve 1-0 e il Real Sociedad. Per l’Europa 3 obiettivi: vincere la corruzione, la guerra in Ucraina, vincere all’Olimpico.

La Roma vince di giustezza (e di giustizia direbbe qualcuno dati i discorsi del prepartita), però obiettivamente l’impressione è che è stata anche molto fortunata, visti i 3 pali della Juve (con Rabiot, Cuadrado e su deviazione non troppo sfortunata di Mancini) e le grandissime parate di Rui Patricio.

La Roma ha giocato molto meglio rispetto a Cremona. Bene Matic e Spina. Zalewski perde il duello con Kostic e Mourinho lo cambia con Karsdorp, che gioca molto bene. Sarà un problema di Mourinho scegliere tra i due. Chi scenderà il campo avrà il mio massimo sostegno. Compreso il ragazzo di Tivoli.

Una partita vinta col cuore. Con Mancini che tira da 25 metri a bassa altezza sul secondo palo con un tiro molto angolato e forte. L’Olimpico domina la scena. Sarà fondamentale anche con il Real Sociedad.

Abbiamo parlato della corruzione in Italia nel precedente articolo. Un problema che si è visto anche per il superbonus, quando gli edili si sono un po’ approfittati dei soldi a pioggia. Non tutto però è da buttare con questa esperienza. C’è un aspetto da sottolineare in particolare per quanto riguarda il superbonus sul fotovoltaico. Le energie rinnovabili fanno parte imprescindibile della politica europea futura, proprio per rispettare quella sostenibilità ambientale diventata necessaria negli ultimi tempi dati i cambiamenti climatici e per rafforzare l’autonomia energetica europea, visto che non ci si può appoggiare più sulla Russia di Putin o su altre dittature. Sotto questo aspetto, il superbonus al 110% sul fotovoltaico è stata un’esperienza positiva e, data l’importanza che ha questo discorso per l’Unione Europea, andrebbe rimessa in campo magari finanziandoli con debito comune europeo, ossia eurobond.

La corruzione è un problema storicamente atavico per i paesi latini che si può far risalire all’Impero Romano (la corruzione è uno dei motivi della caduta dell’Impero) e poi più avanti alla vendita delle indulgenze e alla conseguente reazione del luteranesimo e in generale del protestantesimo, che ha creato un’etica più rigorosa nel centronord dell’Europa. E’ un problema che unisce Italia e Spagna. E’ giusto parlarne alla vigilia della partita con il Real Sociedad.

In realtà, la Spagna ha affrontato questo problema e dopo il periodo fascista, è riuscito a risolverlo. La Spagna, adesso, è un paese evoluto, con tanti luoghi di interesse culturale e paesaggistico. Sono riusciti ad unire una filosofia del benessere, che appartiene anche a noi, ad un certo rigore morale, che gli ha permesso di tenere i conti dello stato in ordine.

Seppur la penisola iberica è il punto più a ovest dell’Europa e quindi il pericolo di espansione della Russia è al momento ridicolo, la Spagna sta aiutando l’Ucraina anche militarmente.

Da parte mia, sostengo gli amici ucraini, mi addoloro per la sofferenza che stanno provando da almeno un anno, ma da amico voglio far presente 2 dati di fatto: 1) Una controffensiva va studiata sotto ogni minimo dettaglio, perché purtroppo il pericolo di rimanere letteralmente infangati, dato il terreno in Primavera, è da tenere in considerazione; 2) Se davvero la Cina propone un piano di pace che rispetti l’inviolabilità dei confini ucraini e quindi il ritorno alla situazione del 2014, compresa la Crimea all’Ucraina, va accettato il suo ottimo lavoro di mediazione, a prescindere da quello che dicono gli USA.

Quando la Cina dice di evitare il clima di guerra fredda, prima di tutto deve battere i pugni sul tavolo con Putin che proprio in questo modo ragiona con tutto l’accessoriato di blocchi contrapposti, di NATO vista come un pericolo e di sottomettere popoli sotto dittature fantocce per diffondere un potere senza alcuna base nella popolazione.

Quindi mi rivolgo alla Russia che spero capisca che la situazione potrebbe precipitare per i suoi vertici militari e politici e quindi che si deve fermare prima che sia troppo tardi.

Anche la Spagna, come la Russia, è stata accusata di colonialismo, in particolare dalla regione dei paesi baschi, dove si trova San Sebastian e quindi il Real Sociedad. Questa ribellione ha avuto anche articolazioni terroristiche, soprattutto durante il franchismo, di estrema sinistra, come l’ETA (che significa Paese basco e libertà).

Devo riconoscere che il PSE (il partito socialista spagnolo) ha sempre provato a dialogare con la politica indipendentista basca. L’ETA, il cosiddetto movimento terroristico, ha da tempo abbandonato la via della violenza per affrontare un percorso politico pacifico. In Spagna, il franchismo è morto con Franco e ci sono strumenti democratici per cui ognuno possa esprimere liberamente il proprio sentire.

Tuttora vicino al colletto della maglia del Real Sociedad, c’è la bandiera basca. E’ il simbolo della vittoria di questo popolo contro il franchismo. Sentono forte questa identità, come altrettanto dobbiamo fare noi romanisti all’Olimpico, sostenendo il club con tutte le forze.

E per quello che la Roma simboleggia (molto di più di una squadra di calcio come diceva Indro Montanelli) che chi va allo stadio giovedì deve tornare senza voce. L’avversario è forte, ma l’Olimpico può decidere questa importante partita.

Alguacil parte con il 442, ma poi, a seconda della sua lettura tattica, modella lo schieramento. Di solito attaccano sulle ali.

Qui, il Real Sociedad gioca in arancione contro il Valencia.

Il playmaker è Zubimendi, principalmente destro, gli piace anche lanciare lungo sulla sinistra per Oyarzabal, in alternativa anche Zubeldia (il difensore centrale) è bravo con i lanci lunghi.

Zubimendi costruisce.

Oyarzabal è più seconda punta, ma lavora principalmente sull’ala sinistra. E’ mancino ed ha principalmente l’attitudine per il tiro. E’ molto bravo sul filo del fuorigioco.

In questo caso, Oyarzabal impegna il portiere del Valencia da posizione impossibile.

Anche il terzino sinistro Rico è mancino e tira molto bene anche da lontano, ma è bravo in difesa specialmente.

L’ala destra è Kubo, un giapponese trottolino, tutto mancino, veloce, dal baricentro basso, bravo nel dribbling. Alguacil sposta Kubo anche come ala sinistra. E’ quello che mi piace di più della squadra basca.

Il capocannoniere dei biancoblu di San Sebastian è Sorloth, che è alto, possente ed un po’ lento. Mi ha ricordato Edin Dzeko.

Difendono ibridi sui corner con 3 uomini a zona vicino al primo palo e gli altri a uomo.

Sui corner a favore crossano principalmente sul primo palo.

Serve che chi va allo stadio, torni senza voce. Serve l’Olimpico dominante come contro la Juve. Serve una squadra che sappia guidare i 60.000 verso il successo. Obiettivo: vincere. Daje Roma!

Giordano Sepi

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