Roma-Slavia 2-0. Inter. Il Sacro e il pagano.

L’Olimpico e San Siro sono due grandi e molto belli templi pagani. Il misticismo di questi due grandi teatri sono simbolo dell’esperienza di gioia terrena. Di Sangue e Oro. Di sofferenza e gloria. La religione regala la gioia opposta, quella celeste. E il pensiero corre a Gaza e a Israele, per cui prego per la Pace.

Lo Slavia si è presentato con una tifoseria calda (anche se la mia solidarietà va in primis allo steward malmenato da questi zotici) e una buona squadra, ma il misticismo del tifo romanista li ha superati (portatevi un po’ di questo amore a Milano). Poi c’è il campo. Finito l’inno. Calcio d’inizio e Bove tira la botta a giro. 1-0. Passa qualche minuto e ElSha serve Romelu sul filo del fuorigioco che spacca la porta. 2-0.

Poi ci sono occasioni sporadiche da entrambe le parti, ma niente che possa cambiare il risultato. La Roma è prima in classifica (Roma 9, Slavia 6, Servette 1, Sheriff 1), è già qualificata perlomeno per lo spareggio ed ha due risultati su tre a Praga, anzi, vincendo a Praga, sarebbe matematicamente agli ottavi.

San Siro. Io sono legato affettivamente all’Olimpico, però non posso non riconoscere la bellezza tenebrosa di San Siro. Se l’Olimpico è un anfiteatro, un grandissimo palcoscenico, San Siro sembra una ziqqurat, antiche costruzione mesopotamiche. Un’astronave di Indipendence Day calata dall’ alto. Ha il fascino delle imprese che Inter e Milan hanno portato a termine là. Ma anche la Roma a San Siro si è presa le sue soddisfazioni. Come la Coppa Italia del 2007 (presente!). E’ bellissima e terribile. Roma, non ti spaventare da questo scenario, ma tenta la giocata migliore, San Siro ti premierà. Se il calcio è un rito pagano, San Siro rappresenta benissimo il misticismo di questa gioia selvaggia che dà il calcio.

L’opposto della gioia selvaggia del calcio l’ho provato in Chiesa, in Sinagoga e in Moschea. E non si sorprenda il lettore, se il vostro pessimo blogger ha sentito lo stesso senso soprannaturale in tutti questi luoghi di culto. A maggior ragione, la Terra Santa dovrebbe essere luogo di Pace. Non mi stancherò mai di implorare i governanti di questo. La Terra Santa sembra richiamare una missione religiosa nell’uccidere, ma come disse Roberto Benigni, grande attore e regista del cinema e del teatro, quando parlava dell’ISIS, “Non c’è peggior bestemmia che uccidere in nome di Dio”.

Ho scritto tanto sull’Inter e avevo preparato anche più appunti. Il rischio, però, è l’overthinking, un difetto che viene visto in Guardiola, forse il miglior allenatore in questo momento, ma che spesso va troppo oltre con il ragionamento sull’avversario, trascurando ciò che è veramente utile.

InnanziTotti, un tifoso interista deve essere orgoglioso della squadra di quest’anno. E’ uno spettacolo vederla giocare. Possono dominare la partita, ma sono anche efficaci col contropiede, però anche loro hanno difetti e non è una sfida proibitiva.

Loro sentiranno molto la sfida per prendersi la rivincita su Romelu e sarebbe proprio bello se il belga segnasse un gol decisivo.

L’atteggiamento tattico deve essere bilanciato. Se ti fai dominare per troppo tempo, prima o poi il gol lo trovano, se ti fai trovare scoperto dietro, ti distruggono in contropiede. Non dovremo lasciare spazio in contropiede, ma nemmeno chiuderci troppo in difesa. In particolare nei primi 25 minuti è decisivo reggere (almeno) sullo 0-0. Se ci riusciremo, possiamo credere di sbancare San Siro, in particolare se sapremo testare la loro fallace fase difensiva.

Simone Inzaghi schiera il 352 di dominio.

  1. Gioco centrale. Fase offensiva, pressing, inserimento centrocampisti. Se dominano in fase offensiva e di pressing si mettono col 334 con i due esterni all’altezza degli attaccanti.

In questa situazione, Mkhi o Barella o Frattesi si possono inserire senza palla in fase offensiva. In questo caso devono essere seguiti dai centrocampisti, in particolare Bove, ma anche Cristante e Paredes.

2. Gioco sulle fasce. I terzi della difesa, di solito Pavard a destra e Bastoni a sinistra si comportano in fase offensiva come terzini, chiedendo il triangolo all’esterno o alla mezzala e andando spesso al cross. In questa foto, Bastoni crossa sul lato sinistro, nostro destro, con Di Marco, che è mancino, che può aspettare il cross al centro.

In questa foto, Pavard crossa dal loro lato destro, nostro sinistro.

Fanno gioco specialmente sui lati. Sul loro lato destro con Pavard e Cuadrado, meno spesso con Dumfries. Sul loro lato sinistro, con Bastoni, Di Marco, e più sporadicamente con Carlos Augusto.

In fase offensiva, Di Marco ha un ottimo mancino per i tiri e per i cross. Sul loro lato destro, Dumfries è più portato all’assist basso di destro, ma può anche accentrarsi per tirare col sinistro (scelta preferibile).

3. Gli attaccanti. Lautaro Martinez e Marcos Thuram sono bravissimi sui cross. Lautaro è forte anche col tiro da fuori. Ha un destro micidiale.

4. In fase difensiva, si possono mettere col 532 con gli esterni all’altezza dei difensori centrali. In questa situazione, stringono molto sul lato della palla.

5. Sui corner difendono a uomo con due uomini a zona nell’area piccola.

6. Corner in attacco. Qualche volta, si mettono in due a battere il corner con Calhanoglu (destro) e Di Marco (mancino). Ultimamente, Calhanoglu è delegato singolarmente a battere i corner. Dal loro lato sinistro, nostro destro, Calhanoglu crossa a rientrare verso la porta, mentre dal loro lato destro, nostro sinistro, crossa verso l’area. Di Marco fa l’opposto.

Daje Roma!

Giordano Sepi

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