Roma-Genoa 1-0. Empoli. Morte di Raisi: adesso Armita e tanti giovani iraniani possono riposare in pace.

Mentre la Roma, con la vittoria con il Genoa, sconfiggeva la Lazio nella lotta per il sesto posto (una differenza che può significare Champions come niente), Raisi cadeva con l’elicottero nell’odierna Azerbaijan. Andiamo quindi a vedere perché trovo questo un segno di Giustizia Divina e perché nessuno può dettare a Dio ciò che vuole, né descrivere come volontà di Dio morte, distruzione e guerra.

Inizialmente, ho provato spavento per le presumibili reazioni irrazionali caratteristiche di regimi autoritari che dipendono più dall’umore dei loro leader con psicosi di dipendenza patologica verso il potere (si pensi ad esempio a Israele con Netanyahu) fino al delirio d’onnipotenza (si pensi ad esempio a Putin) e incontrollato da leggi democratiche (come è successo negli USA con un irrazionale come Trump).

Lo spavento era però immotivato perché la Guida Religiosa, Khamenei, e tutto l’Iran stanno gestendo con tranquillità la transizione in vista delle elezioni che erano già previste il 28 giugno. Quindi si può analizzare freddamente Raisi e la sua attività politica.

Armita Garavand era una giovane iraniana di origine curda. La sua unica colpa era non indossare l’hijab.

E’ stato un ultraconservatore sanguinario in politica interna, reprimendo nel sangue le proteste dei giovani iraniani, che hanno dimostrato una mentalità molto più evoluta della struttura medievalistica del Regime, ma è anche vero che in politica estera, in particolare nell’ultimo periodo, è riuscito a frenare quella escalation verso la guerra contro Israele che poco tempo fa sembrava quasi inevitabile.

Il giudizio finale è negativo. E’ morto carbonizzato. Con atroci sofferenze. La stessa sofferenza che aveva ordinato per i tanti oppositori politici che chiedevano solo un minimo di libertà in più, come le donne che vorrebbero vedere le partite di calcio allo stadio.

Una giovane tifosa del Persepoli a cui non è stato permesso di entrare nello stadio e che mostra con dignità la sua bandiera da un cantiere vicino.

Non ho gli strumenti e le conoscenze per stabilire se si è trattato di un omicidio politico o di un incidente. Raisi ha ordinato l’assassinio di tanti iraniani senza il minimo scrupolo per la giovane età delle vittime (che è già una bestemmia), dichiarando di farlo in nome di Dio (il che è un’altra bestemmia), quindi penso che l’insegnamento migliore che possiamo assumere è che è stata fatta semplicemente la volontà di Dio, che nessuno può dettare a Dio o farsene portavoce falsamente per promuovere morte e guerra.

Nelle Tavole che Mosé riporta dal Sinai, riconosciute come Sacre anche dall’Islam, c’è scritto “Non uccidere”, ma Maometto eleva ancora di più questo pensiero: Chi salva una vita, salva il mondo intero.

La stessa ùbrys per un attimo l’ho provata anch’io al ritorno contro il Bayer, quando avevamo a favore tutti quegli episodi casuali, dimenticando che Gott mit uns (Dio sta con noi) lo dicevano i nazisti. La fiducia nell’irrazionalismo è affascinante ma anche beffarda. Invece solo attraverso la riflessione razionale sui dettagli, in particolare sugli errori, che si costruisce un club vincente.

In questo senso, il primo tempo contro il Genoa è molto istruttivo. La Roma ha dominato. Poi però arrivati alla porta facevamo la scelta sbagliata.

Era sbagliato battere i corner con soluzioni alternative al cross diretto in area che è stata sempre un’arma vincente. Allo stesso modo è stato sbagliato battere le punizioni intorno all’area velocemente e non avvalersi dei cross velenosi di Lorenzo. Poi i cross da corner o da punizione possono variare. Possono essere sul primo palo o sul secondo palo, con effetto verso la porta o verso il centro dell’area.

Era sbagliato insistere nella soluzione centrale, come ha sottolineato anche il grande Ciro Ferrara nel postpartita su DAZN, oltretutto tirando sempre molto alto, senza cercare mai il cross dai lati (anche per rendere meno prevedibile la tattica).

37a giornataPrimo TempoSecondo TempoRisultato Finale
011
000
79esimo Lukaku

Non è un caso che il gol decisivo è arrivato proprio da un cross dal lato destro di ElSha, casualmente in quella posizione, per la testa di Romelu.

La morte di Raisi ci insegna che alla fine la Giustizia Divina arriva a compimento e questo ci deve essere d’insegnamento anche al livello molto basso della Serie A. Continuiamo a seguire le regole anche politicamente e a non cercare strani movimenti: verremo premiati.

Anche se sono cosciente che i bergamaschi ci odiano e Gasperini non ha risparmiato battute sprezzanti fino all’essere spregevole dal punto di vista etico, non posso esimermi dal far loro i complimenti. Gasperini è uno stronzo, ma anche un grande allenatore. A livello sportivo, per lui e l’Atalanta era giusto che arrivasse un’affermazione prestigiosa dopo tanti anni in cui la Dea ha mostrato un grande calcio. A livello umano, è una grande soddisfazione per una città che ha sofferto tanti lutti durante il COVID. Ci ricordiamo tutti i camion militari con le bare a Bergamo.

A questo punto per andare in Champions manca soltanto una condizione di quelle elencate nel prepartita e cioè che l’Atalanta arrivi quinta e non con una posizione superiore. Non ritengo giusto chiedere ai bergamaschi di non impegnarsi (e nemmeno c’è da sperarlo visto che ci odiano), mentre è giusto sperare nel Toro, nella Viola (entrambi in corsa per la Conference), Juve e Bologna (che sono i due club che potrebbero essere superati.

E’ tutto molto aleatorio specialmente dato lo spirito solito con cui vengono affrontate le ultime partite da chi non ha nulla da giocarsi con prestazioni e risultati tanto ballerini. La Roma non doveva mettersi nella situazione di dipendere da altri, ma a questo punto è giusto che anche i nostri beniamini giochino con determinazione contro l’Empoli, prima di tutto per una questione etica e poi perché un buon risultato a Empoli significherebbe la salvezza per i nostri amici dell’Udinese.

Se superficialmente sembra che Nicola metta in campo il 352, studiando più nello specifico la formazione è il 4231, più verticale e più attento alla fase difensiva di quella di Zanetti. E’ un avversario molto coriaceo che ha bisogno di punti per salvarsi. Se contro di noi dovesse giocare Maleh, forse possiamo parlare di 433.

In fase di costruzione si mettono a W con Marin playmaker principale, Pezzella vertice sinistro e Bereszynski vertice destro. Qui aiuta anche Grassi (sostituito da Bastoni contro di noi).

In fase offensiva, Marin ha anche un buon tiro da fuori.

In fase difensiva si mettono con la difesa a 5 con Gyasi quinto difensore.

Gyasi è quello da cui parte più gioco in fase offensiva. Attaccano specialmente dalla loro destra. Se la difesa a 3 diventa spesso a 4 o a 5, anche in attacco sono molto liberi nelle posizioni.

Qui vediamo quasi un 31 in fase d’attacco con Gyasi a destra, Fazzini al centro e Cambiaghi a sinistra. Tutti più vicini a Niang che non escludo che contro di noi possa giocare, semmai entrando a partita in corso.

Sui corner difendono a uomo.

L’ultima giornata è spesso come l’ultimo giorno di scuola con alcuni che si lanciano i gavettoni e altri che sono impegnati in interrogazioni in extremis. La Roma attende la benedizione della Champions da altri campi, ma per etica deve impegnarsi contro l’Empoli. Allo stesso modo, se uno pensa a Armita e tanti giovani, la morte così casuale di Raisi sembra quasi una benedzione. Ora i tanti giovani prima torturati e poi uccisi possono riposare in pace. Daje Roma!

Giordano Sepi

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