Udinese – Roma 0-1

La Roma batte l’Udinese 0-1 alla Dacia Arena, seguita dai nostri soliti splendidi tifosi. Nel frattempo la Juventus ha perso a Firenze e il Milan ha pareggiato dal Torino, con Lazio e Napoli che hanno vinto in casa rispettivamente con Atalanta e Pescara. Nel complesso si può dire che è stato un turno favorevole per noi, soprattutto perchè, con una partita in più, stiamo a 1 punto dalla Juve. Nonostante ciò, ci sono state tante polemiche nell’ambiente romanista, soprattutto sulla prova di Dzeko. Edin ha avuto diverse occasioni e ha sbagliato anche un rigore, ma nel complesso è fondamentale per tenere alta la squadra. E’ stata migliore la prova di El Shaarawi, che ha causato il rigore. Non è stato ancora sufficiente, perchè spesso sparisce dal gioco, invece deve essere presente di più nella manovra giallorossa. Va utilizzato di più il Capitano, necessario nel perdere tempo negli ultimi minuti, ha offerto un perfetto assist a Dzeko e un altro ottimo al Ninja. Radja aveva sbloccato la partita con una bellissima girata al volo, su un lancio liftato di Strootman. L’olandese e l’indonesiano sono stati importanti nella fase di recupero palla, ma anche nella proposizione offensiva, dove è stato bravo anche Paredes, in grado di fare (come il Capitano) lanci di 50 m, in modo millimetrico. In generale quello che abbiamo perso in avanti, l’abbiamo guadagnato in solidità difensiva. L’Udinese, che rimane una buona squadra, ha avuto due grandi occasioni dove è stato bravo Wojciech. Per il resto, la difesa ha retto bene dove ai soliti bravi Manolas e Fazio, voglio sottolineare anche la buona prova di Juan Jesus, di Emerson e di Bruno Peres (bravo anche nella fase offensiva). Ora mettiamoci alle spalle questa partita, pensiamo alla Sampdoria in Coppa Italia e poi al Cagliari in Campionato. Battendo la Sampdoria ci troveremo ad affrontare una tra Sassuolo e Cesena in casa, che significa che si può arrivare in modo agevole in semifinale, sempre tenendo conto che bisogna allenarsi duramente in allenamento e affrontare col massimo impegno questo confronto di giovedì. C’è bisogno di coprire le posizioni mancanti (un centrocampista e un esterno offensivo): a febbraio, come ha ricordato Spalletti, avremo 11 confronti in 40 giorni. Le basi che abbiamo messo sono buone. Siamo sulla strada giusta per fare un ottimo campionato, che forse sarà premiato da un trofeo, ma questo si vedrà solo alla fine, ora bisogna stringere i denti e correre per trasformare in realtà i nostri sogni. Daje Roma!

L’avversario di domenica: l’Udinese

La Roma va alla Dacia Arena nella tana dell’Udinese, mentre la Juventus è impegnata a Firenze e per gli altri squali ci sono impegni più difficili ( Lazio-Atalanta; Torino- Milan) e meno (Napoli-Pescara). I quotisti ci danno vincenti. Siamo noi che dobbiamo trasformare la partita in una vittoria facile. Bisogna saper soffrire senza cedere. Bisogna mantenere il pressing alto, con i difensori e i centrocampisti che, quando il giocatore è coperto vanno per l’anticipo dell’avversario.  Più recuperiamo palla alti, più possiamo creare occasioni facili, segnare e risegnare. Siamo bravi in questa fase: lavoriamoci sopra. Insomma tenere senza cedere, in generale bisogna saper sviluppare la partita con pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero. Comandiamo la partita e vinciamo anche grazie all’aiuto dei nostri fantastici tifosi che arriveranno fino a lì.

L’Udinese gioca con un 4-3-3 che in fase difensiva diventa 4-4-2 (con in più solo De Paul a centrocampo, o 4-5-1 (con Thereau che torna dietro e lascia Zapata solitario attaccante). Sono una squadra dalle buone individualità: occhio agli inserimenti da centrocampo in attacco di Fofana e Jankto. Il giocatore di origine francese ha qualità e corsa, lo slavo è bravo nel pressing e nel tiro da fuori. Danilo è bravo a far partire l’azione: va marcato, ma bisogna marcare anche Felipe e Kums (il playmaker). Un buon pressing come lo sappiamo fare noi può farci creare occasioni facili e gol. Il gioco si sviluppa molto sulle fasce con Widmer sulla destra che spinge, mentre Samir rimane bloccato in difesa. Davanti a sinistra c’è Thereau, a cui piace fare la punta e piace poco fare il lavoro difensivo. Ci sarà uno spazio tra Samir e Thereau in cui si può attaccare. In questa fase potrebbe aiutare Jankto, giocando in 3 su quella fascia si può creare superiorità numerica. Si può aggredire l’avversario anche sulla fascia destra, in quanto sia Widmer che De Paul sono giocatori più abituati ad attaccare che a difendere. Rimane il dubbio del prepartita tra De Paul e Matos. Sono entrambi due numeri 10, il primo è più centrocampista esterno: bravo nel dribbling e nella conclusione da fuori, ma anche a coprire, il secondo è più seconda punta: bravo nel dribbling, capace di serpentine e nell’ultimo passaggio.

I quotisti la vedono come una vittoria facile per la Roma, ma i bianconeri del nordest sono una squadra da non sottovalutare. Solo con il massimo impegno sul campo possiamo portare a casa i 3 punti. Andiamo a vincere! Daje Roma!

I precedenti di Udinese-Roma: 0-1 2014-15, 1-2 2015-16

Nel 2014-15 arriviamo a Udine dopo una serie di risultati negativi, anche se difendiamo ancora il secondo posto. Per questo, misi il pezzo finale de “Il curioso caso di Benjamin Button” che si conclude con una bellissima frase. La partita sarà decisa da un gol discusso di Astori (vi ricordate quante polemiche sulla prospettiva?). La Roma vince e per celebrare la vittoria, la colonna sonora è “La vita incandescente” dei Negrita.

Nel 2015-16 siamo in piena rimonta. Dobbiamo recuperare Inter e Fiorentina, che iniziano a balbettare. La musica è Libertango di Astor Piazzola soprattutto per il secondo gol e la danza di Florenzi a smarcarsi diversi giocatori friulani. La Roma vince, nonostante l’Udinese non molli e riesca a trovare il gol che dimezza lo svantaggio nel finale: 1-2.  Daje Roma!

Genoa – Roma 0-1

La Roma batte il Genoa al Marassi, sostenuta dai nostri soliti fantastici tifosi, in una battaglia vera, dove abbiamo giocato bene, ma anche sofferto tanto. Il migliore in campo è stato Szczesny, ma sono stati bravi anche il Ninja (anche nella proposizione offensiva), Perotti, Strootman, De Rossi, Fazio, Jesus e Emerson Palmieri. Siamo stati bravi dall’approccio alla fine, combattendo con tenacia su ogni pallone contro un avversario forte, che ha già fatto vittime illustri.  Loro hanno sofferto l’infortunio di Perin, che si è rotto l’altro crociato (auguri di pronta guarigione Campione!). Nel complesso, sono una squadra forte, che gioca in fase difensiva a uomo, ma ha buone individualità anche davanti come: Ocampos, Laxalt, Rigoni, Ninkovic (ottimo piede) e Simeone. Wojciech è stato chiamato molto spesso agli straordinari, ma si è fatto trovare sempre pronto. Buona la prova anche di Jesus, ipercriticato da un ambiente schizofrenico, che dopo tante critiche sembra portare ora sugli altari anche il nostro promettente terzino brasiliano: Emerson Palmieri. Siamo in pochi a remare dalla parte della Roma e di questo se n’è accorto anche Spalletti, che si è tolto qualche sassolino dalla scarpa in conferenza stampa. A parte la radio e la tv di proprietà di società non c’è un media che perora la causa giallorossa, anche le radio, i giornali e le tv locali (tranne qualche programma tra cui annovero Orazi e Curiazi su Gold TV ) sono più portati a creare polemiche inutili e comunque scompiglio. Una volta c’era il Romanista. Ora c’è il Corsport, il Messaggero (col proprietario che si è legato al dito anche la situazione stadio), il Tempo e varie radio con personaggi più o meno famosi nell’etere che remano contro, vuoi per antipatie personali, vuoi per tifo contrario (i laziali non si fanno scrupoli a parlare della Roma e a dare suggerimenti alla dirigenza), vuoi perchè fare polemica (pensano che) alza l’audience.. Mi viene in mente la situazione in Spagna dove il Barcellona ha l’appoggio di un giornale completamente indipendente come El Mundo Deportivo. Questo giornale ha un discreto successo nella Catalonia e prende posizioni anche politicamente scorrette per difendere i blaugrana. Ma senza andare tanto lontano, basta vedere come Tuttosport sostiene la Juventus. Significativo è il caso Witsel: sembra che Witsel vada alla Juve, Tuttosport lo esalta, Witsel non va alla Juve, per Tuttosport è acerbo come l’uva per la volpe. Insomma qui a Roma si è creato da tempo immemore il circolo vizioso, sconfitta-gente incazzata- polemica inutile sul singolo giocatore o allenatore- sconfitta, abbiamo rotto un anello di questa catena, perchè la Roma vince, arriviamo quasi sempre (con una costanza che dure da 3/4 anni) secondi dietro ad una Juve grandissima a detta di tutti, per questo la polemica viene maldigerita dalla gente. A questo punto  bisogna creare il circolo virtuoso vittoria- esaltazione- studio tecnico- vittoria, ma di questi anelli, l’unico presente è la vittoria. Se fossimo uniti tutti quanti verso lo stesso obiettivo che è la vittoria al prossimo incontro, i media sarebbero un fattore, non l’unico fondamentale ma comunque importante, per vincere quei trofei che mancano tanto ad una città bella e ambiziosa come Roma. Con una giornata in più abbiamo concluso per secondi il girone d’andata, facendo il record di punti per quanto riguarda il club nel campionato a 20 squadre e 3 punti per vittoria. Alla Juve manca la trasferta a Crotone. Studiando il girone di ritorno, le partite più difficili per noi sono le due trasferte di Milano, mentre Napoli, Fiorentina, il derby e la Juve le abbiamo in casa, con i bianconeri che hanno subito la difficile trasferta dai viola, il Napoli al San Paolo, ma le due milanesi in casa. E’ un campionato tutto da giocare: abbiamo dimostrato in questo girone di avere le capacità per battere tutti, compresi i gianduia bianconeri. Ora testa all’Udinese, una squadra che ho visto molto bene e molto sfortunata nell’ultima partita con l’Inter. Da non sottovalutare il confronto: una vittoria potrebbe significare guadagnare punti sulla Juve. Ci vuole come al solito allenamento duro durante la settimana e massimo impegno in campo contro i friulani, una multinazionale con giocatori dalle qualità tecniche  indiscutibili, come Fofana, Thereau e Jankto. Solo con il massimo sforzo potremo far diventare facile una sfida difficile. Daje Roma!

L’avversario di domenica: il Genoa

La Roma va al Marassi per affrontare il Genoa, mentre la Juve ospita in casa il Bologna e le altre hanno confronti più o meno facili (Lazio-Crotone; Napoli-Sampdoria e Milan-Cagliari). In via eccezionale siamo gli unici tra le prime a giocare fuori casa. Fondamentale è quindi vincere in un confronto più difficile rispetto le nostre avversarie in classifica. Dal Genoa hanno già perso Milan    (3-0) e Juve (3-1),  anche in modo rotondo. E’ una sfida difficile ma è possibile la nostra vittoria, se capiamo che non solo possiamo dominare la partita, ma anche essere capaci di soffrire senza cedere. E’ una partita aperta: loro attaccheranno anche a costo di disunirsi, il che favorisce le nostre possibilità in contropiede. E’ importante che gli esterni abbiano bene in mente che hanno sempre due opzioni: va bene se Diego preferisce l’assist, ma anche Stephan non deve cercare il tiro per forza, ma anche l’assist per Edin. Loro giocheranno aperti, bisogna fare l’assist, invece di cercare tiri troppo difficili, bisogna saper tirare con precisione e forza. Si può riuscire anche a imporre il nostro gioco con pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero, più recuperiamo palla alti, più possiamo avere facili occasioni da gol, segnare e risegnare. Ci saranno i nostri soliti generosi tifosi romanisti a supporto di una squadra che deve affrontare con il massimo impegno una partita difficile, ma alla portata.

 

Il Genoa gioca con un 3-4-3 che in fase difensiva si trasforma in 4-4-2 o 4-5-1. Il gioco si sviluppa soprattutto sulle fasce, soprattutto sulla fascia sinistra con Laxalt che spinge parecchio. Il giocatore più pericoloso là davanti è Simeone che viene servito spesso e volentieri, ma anche Ninkovic e Ocampos possono cercare il tiro. Munoz e Izzo impostano di solito sulle fasce. Ci sono praticamente due catene di gioco ; Izzo-Lazovic-Ninkovic e Munoz-Laxalt-Ocampos. Si può pressare e recuperare palloni sia su Burdisso che su Ntcham. Siamo bravi in questa fase: sfruttiamola. Rigoni di solito si inserisce dal centrocampo in attacco. Va marcato soprattutto sui cross dall’esterno. Di solito giocano molto coordinati, nonostante ciò spesso si disuniscono, soprattutto a fine partita, danno spazio al contropiede. Bisogna provare ad attaccare e segnare in questi casi.

E’ una sfida difficile ma possiamo segnare, risegnare e vincere la partita. E’ una partita difficile, ma se vogliamo cullare i nostri sogni ambiziosi, si devono vincere soprattutto questi match. Andiamo a vincere! Daje Roma!

Genoa – Roma 0-1 Serie A Tim 2014-15, Marco Mengoni – Guerriero

Eravamo anche allora nel pieno di un’altra battaglia di classifica con la Juve e battemmo un Genoa forte, usufruendo dell’espulsione di Perin e comunque soffrendo fino alla fine. Decise la partita una sforbiciata del Ninja. 0-1. Era il campionato 2014-15. Scelsi una canzone che mi faceva pensare a Nainggollan come Guerriero di Mengoni e aggiunsi anche un piccolo spot sul pesto perchè, come ho scritto nel video, “se li semo magnati”. Speriamo sia di buon auspicio per domenica. Daje Roma!

Il punto sulla situazione. I propositi per il 2017.

La Roma ha concluso un 2016 senza trofei, ma condito da diversi successi parziali di buon livello. Abbiamo confermato la supremazia cittadina sia negli scontri diretti, sia nella classifica conclusa del 2015-16, sia in quella momentanea del 2016-17. Il cambio di allenatore ha giovato alla Roma, che nel girone di ritorno del 2015-16 ha superato Inter e Fiorentina, fino a impaurire il Napoli per la qualificazione diretta alla Champions’. Questo buon rendimento nel girone di ritorno fa sperare bene ed avere ambizioni alte. Luciano Spalletti sta dimostrando di essere un grande allenatore, per ora non sono arrivati trofei, anche se le possibilità ci sono. Non ci molli, Mister: insieme possiamo mettere nastri giallorossi a tanti trofei.

Il preliminare ci ha visto soccombere con il Porto:  una doppia sfida decisa da un nostro comportamento estremamente ingenuo e non da mancanze tecnico-tattiche. L’eliminazione non è stata poi così tragica: a livello economico visto il salvagente per le squadre eliminate nei preliminari; a livello sportivo visti i buoni risultati nel girone, dove grazie a 3 vittorie e 3 pareggi ci siamo qualificati per primi, seppur con un avversario difficile ai sedicesimi come il Villareal attualmente quarto in Spagna, con il quasi indifferente vantaggio del ritorno in casa. In Coppa Italia inizieremo la nostra avventura agli ottavi con la Sampdoria, il 19 gennaio, dopo aver affrontato per il campionato al Marassi il Genoa, in una doppia sfida contro le due squadre della città della Lanterna, entrambi ambiziose, entrambi difficili. Per questo bisogna subito mettere in atto il mercato per trovare il ricambio di Salah (impegnato in Coppa d’Africa) e farlo ambientare nel modo più veloce possibile, anche perchè sembra che Iturbe possa servire a fare cassa con il Torino.

Concludiamo il girone d’andata secondi dietro la Juventus, sotto di 4 con una partita in più ( La Juventus recupererà la giornata mancante l’8 febbraio a Crotone), dietro gli altri sgomitano per raggiungerci. Nel complesso abbiamo mantenuto un buon score offensivo ( 2° migliore attacco dietro al Napoli), ma abbiamo migliorato anche in difesa (2° migliore difesa dietro alla Juve). Siamo stati bravi lì davanti, ma anche dietro dove c’è stato oltre al buon rendimento confermato di Manolas e Ruediger, anche gli ottimi acquisti di Fazio e Vermaelen. La maggiore sicurezza in difesa ci fa attuare quel gioco offensivo che richiedo sempre, ossia pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero. Un atteggiamento che si può ripetere per gran parte delle partite. Poi ci sono alcune partite, come la prossima al Marassi, dove bisogna essere capaci di tenere senza cedere e di colpire quando si può, con la possibilità anche del contropiede.

Le premesse sono ottime. I propositi sono quelli di alzare almeno un trofeo, se non di più. E’ un obiettivo su cui non posso essere sicuro ( non ho la palla di vetro). Piuttosto so quali sono gli strumenti per poterli portare a casa, ossia il lavoro duro in allenamento e il massimo impegno in partita, anche quando siamo visti favoriti. Così si arriva al trofeo. E’ un percorso difficile, ma alla portata di una squadra che già nel 2016 ha dimostrato una crescita graduale, ma costante grazie ad un ottimo allenatore come Luciano Spalletti, che si avvale anche di un grande staff tecnico, grazie ad una squadra che era già forte e di un mercato che ha dato i giusti accorgimenti. La strada sarà sempre più ripida. Insieme ce la possiamo fare. Insieme ce la faremo. Daje Roma!

Roma – Chievo 3-1

La Roma batte il Chievo in casa, dopo essere passata in svantaggio, ma recuperando e vincendo in modo convincente.  Bravi su tutti: El Shaarawi, Nainggollan, Strootman, Ruediger e Fazio. Stiamo riuscendo molto bene nel pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero.  Ci riusciamo soprattutto in casa, poco in trasferta dove attualmente il nostro ruolino recita 3 vittorie (di cui una con la Lazio all’Olimpico) 2 pareggi e 4 sconfitte. Non è questo il passo di una squadra che voglia ambire al primo posto, soprattutto in confronto con le 9 vittorie in casa.  Bisogna iniziare a ragionare meglio per le partite in trasferta:

1 quando avere un atteggiamento di dominio (come riusciamo a dominare in casa), con pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero;

2 quando la partita si presenta aperta, quando bisogna curare la parte difensiva ed avere capacità di soffrire, senza cedere.

Ad esempio il prossimo confronto con il Genoa si presenta come una partita aperta, mentre l’altra trasferta con l’Udinese si può dominare.

Non bisognano sottovalutare neanche le coppe. Affronteremo la Sampdoria il 19 gennaio alle 21 all’Olimpico e ci saranno i sedicesimi di Europa League il 16 febbraio con il Villareal. Bisogna affrontare queste partite con il massimo impegno, perchè sono importanti trofei, sfide difficili per squadre ambiziose. Portarli a casa sono traguardi fondamentali, per la crescita scalare del club. Non sono da sottovalutare le sfide dei sedicesimi, degli ottavi e dei quarti, perchè solo loro danno la possibilità delle più importanti semifinali e finali.

Bisogna operare il prima possibile sul mercato, soprattutto per l’assenza di Salah in Coppa d’Africa. L’anno scorso quando ci trovammo senza ricambi contro il Verona e la Juve, perdemmo punti decisivi alla fine del campionato. Abbiamo una buona squadra, che non deve avere paura di nessuno ed è superiore spesso all’avversario o al massimo alla pari. Daje Roma!

L’avversario di giovedì: il Chievo

 

La Roma affronta il Chievo all’Olimpico, con Juve e Milan che riposano per il confronto in Supercoppa Italiana, la Lazio che va a Milano dall’Inter e il Napoli che va a Firenze. Bisogna riprendere la nostra rincorsa in un turno in cui Lazio e Napoli hanno avversari difficili, il Milan recupererà l’8 febbraio con il Bologna e la Juventus potrebbe trovare difficoltà (sempre l’8 febbraio) con il Crotone. In ogni caso è importante vincere perchè non c’è solo da inseguire la Juve, ma bisogna tenere a bada anche gli altri squali. Nel complesso è una partita da comandare, vuoi perchè loro avranno un atteggiamento rispettoso e difensivo, vuoi perchè dovremo far valere la nostra migliore qualità di gioco. I tifosi romanisti sono chiamati a riempire l’Olimpico in una partita importante per curare ancora meglio una già buona classifica. Ci vuole la presenza, la voce, l’urlo, il canto, il coro dei tifosi. Ci vuole il massimo impegno da parte dei giocatori in campo. Solo se giocheremo con il massimo impegno, potremo farla diventare una partita facile come presumono scommettitori e opinionisti.

Il Chievo gioca  con un 4-3-1-2, giocando soprattutto di rimessa. Non hanno un vero e proprio loro gioco. Aspettano e poi giocano di rimessa, ripartendo in massa. Giocano soprattutto per vie centrali. Cercheranno il lancio lungo sulle due punte, con Meggiorini in forma e bravo nel pressing e Pellissier prima punta, di grande esperienza. Il playmaker è Radovanovic, con de Guzman bravo palleggiatore e Castro capace sia nel gioco da centrale, ma anche sull’esterno. In generale il gioco sulle fasce è sviluppato dai due terzini (Frey e Cacciatore). Il centro del gioco è il trequartista Birsa, bravo negli inserimenti e nelle punizioni dal limite, ma ultimamente fuori forma. Sia Dainelli che Radovanovic sono capaci di costruire il gioco, un po’ meno bravo nel controllo-palla è Spolli.

 

Loro faranno tanta difesa e cercheranno sporadici contropiedi. E’ importante riuscire nel nostro gioco: pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero. E’ importante il possesso del gioco per farli stancare girando a vuoto, ma non è meno importante cercare il tiro preciso e forte. E’ importante segnare e risegnare. Ultimamente le difese si stanno chiudendo molto, quindi circumnavighiamo l’area e crossiamo con un uomo sul primo palo e un uomo sul secondo, o proviamo il tiro da fuori dove siamo molto bravi.  E’ una partita difficile, ma l’avversario è alla portata. Possiamo vincere! Andiamo a vincere! Daje Roma!