Lassù fa freddo ma è il nostro destino. Como. Celtic-Roma 0-3.

E’ scritto nel DNA della Roma che deve stare nei primi posti come è scritto nel DNA dell’Europa che deve essere in grado di parlare da pari a pari con le grandi potenze continentali come Russia, USA, India e Cina. Non c’è altra strada.

Nei scorsi giorni sono uscite notizie molto imbarazzanti per Donald Trump. Epstein, quando vide che Trump stava diventando presidente degli USA, cercò contatti con la Russia. E’ probabile che la Russia sappia molto del rapporto tra Trump e Epstein che poi è un arma di ricatto potentissima contro gli USA. Se facciamo queste deduzioni, ci sembra anche molto naturale l’atteggiamento degli USA a favore della Russia nella trattativa per la pace in Ucraina. Però l’Europa a questo gioco non deve partecipare.

Non è più prorogabile che l’Europa assuma la responsabilità di grande potenza continentale a livello economico, politico e militare. Sempre col massimo rispetto per gli interlocutori di questo nuovo livello, ma anche pretendendo rispetto. Serve tanto coraggio. E’ dura stare lassù. Ma non sarebbe un bluff. L’Europa ha buone carte per giocare al tavolo più importante del mondo. L’alternativa è la disgregazione e quindi essere succubi di queste grandi potenze col rischio di subire evidenti prepotenze, come già stanno provando a fare. Se vogliamo, possiamo scomodare Giambattista Vico, con i corsi e ricorsi storici, il mondo sta passando dal periodo delle poleis greche a quello dei grandi imperi, dal periodo dei comuni italiani a quello delle signorie. Chi non è pronto, farà lo schiavo.

L’Europa deve stare al tavolo delle trattative della pace e pretendere garanzie serie per l’Ucraina, che la mettano al riparo da future invasioni della Russia. O con le buone o con le cattive maniere. Non c’è altra strada. L’alternativa è che la Russia, oltre ad invadere di nuovo l’Ucraina, miri anche sui paesi baltici e i paesi dell’Europa Orientale secondo quel quadro di nostalgia della sfera di influenza dell’URSS che Putin fece già presente in passato.

Allo stesso modo la Roma non rappresenta una città qualsiasi. Non è un club come tutti gli altri. Rappresenta i migliori valori e principi che il mondo ha concepito: la democrazia, la pace, il rispetto di tutte le religioni, di tutte le culture, quindi l’evoluzione culturale, architettonica, artistica e letteraria e l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti a leggi concordate tra potenti e rappresentanti dei più deboli.

E’ per questo che la Roma dovrà stare ai vertici in Europa e in Italia. E’ difficile. Significa che ogni punto è vitale. Ogni partita è vitale.

Adesso ospiteremo una squadra forte come il Como che ha diversi giocatori di grandi classe come Nico Paz, Diego Carlos, Jesus Rodriguez, Diao e Morata.

Cesc Fanregas mette in campo il Como con il 4231 con possesso continuato gioco d’attacco e costruzione ossessiva palla a terra che diventa spesso 4141 con Da Cunha trequartista a fianco a Nico Paz

La loro tattica preferita è fare possesso palla a terra per attirare l’avversario col pressing alto e poi lanciano lungo o per gli attaccanti o addirittura per un mediano o i terzini in fase d’attacco.

Nico Paz è l’attaccante di maggior talento principalmente mancino. Ma tutti gli attaccanti sono forti. Le ali sono a piede invertito. Addai (o Diao), l’ala destra è mancino e portato ad accentrarsi. Anche Jesùs Rodriguez, l’ala sinistra, è portato ad accentrarsi. Douvikas e Morata sono due animali d’area.

Possono aggiungersi agli attaccanti anche i terzini e il centrale difensivo, Ramòn.

Qui a zona con blocchi a Torino.
Qui a uomo contro il Sassuolo.
Il primo costruttore è Perrone, ma anche Da Cunha e Nico Paz tornano per aiutare. Qui sbroglierà la situazione un passaggio a Nico Paz.
Qui con Perrone al centro della W. La scelta di Butez è Vojvoda.

Arriviamo alla difficile partita contro il Como dopo una bella vittoria a Glasgow. Nel primo tempo siamo stati dominanti. Il Celtic ha gravi carenze. Sugli sviluppi di un corner è arrivata l’autorete del loro difensore centrale, Scales. Ferguson è stato il migliore in campo con una doppietta. Ma ciò è stato possibile perché il gioco sulle fasce ha funzionato. Anche sul nostro lato sinistro con ElSha e Rensch.

6a Giornata UELPrimo TempoSecondo TempoRisultato FinaleMarcatori
0
0
0
3
0
3
6’Scales (Autorete),36′,45+1’Ferguson,

Essere tra le prime in Serie A e partecipare all’elite delle nazioni più importanti del mondo è un gioco difficile, che richiede impegno e coraggio, ma è scritto nel destino della Roma che con l’Impero Romano ha concepito i migliori valori del mondo occidentale, e dell’Europa che deve essere propulsore di pace e diritti nel mondo e pretendere rispetto dai suoi interlocutori.

Daje Roma!

Giordano Sepi

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