Roma-Fiorentina 4-0. Parma. Adesso lottiamo ma prepariamo il 2026/27 su una visione strategica.

E’ nostro dovere lottare in queste ultime partite ma anche prepararci per il prossimo anno sia per il mercato che per la tattica, magari considerando l’eventuale qualificazione in Champions ma anche scenari peggiori.

E’ fondamentale riscattare Malen che lunedì non ha segnato ma ha fatto un’ottima partita in fase di finalizzazione e per far salire la squadra, dove è migliorato molto. Solo un ottimo De Gea gli ha negato il gol.

Per lui, anche per conquistarsi una maglia arancione dei Paesi Bassi al Mondiale, è fondamentale, come centravanti, lavorare sul perno (proprio nel senso del lavoro del centrale del basket) per far salire la squadra.

L’altra osservazione tattica è che quando siamo in tanti in area possiamo anche crossare direttamente, ieri tornavamo spesso indietro che era giusto perché, col risultato favorevole, volevamo gestire tempo e possesso.

35a Serie APrimo TempoSecondo TempoRisultato FinaleMarcatori
3
1
4
13’Mancini, 17’Wesley, 34’Hermoso, 58’Pisilli
0
0
0

Abbiamo giocato molto bene la partita contro la Fiorentina. E’ stato importante anche fare tanto possesso nella loro metà campo, quindi evitando di farci chiudere in difesa. Anche questo ha portato la clean sheet. Bravi tutti. Ma fra tutti, voglio sottolineare la prova di Ndicka, che ultimamente non aveva giocato molto bene, invece lunedì è intervenuto nel tempo giusto sui loro attacchi e ha dato complessivamente tranquillità alla squadra.

Il Parma di Cuesta schiera il 352 con atteggiamento molto spavaldo. Attaccano sulla sinistra con Valeri e Strefezza. Sulla destra con Bernabé che è mancino, mentre Mandela Keita aiuta Nicolussi Caviglia in costruzione. Un altro mancino è il centravanti, Mateo Pellegrino, ottimo nel gioco al volo. Occhi puntati sul centrale difensivo sinistro, Ndiaye: un prospetto veramente molto interessante.

Sicuramente la Roma deve stare concentrata su queste 3 ultime partite del 2025/26 ma anche programmare il futuro. In politica si potrebbe parlare della differenza tra visione strategica e propaganda. La visione si pone vari obiettivi di breve, medio, lungo termine per poi attuare la migliore strategia per raggiungerli. La propaganda è basata su evidenti falsità, non può avere quindi obiettivi chiari perché non gli interessa il miglioramento delle condizioni del popolo ma solo il consenso.

Sotto quest’aspetto mi sembra che i Friedkin abbiano una visione strategica che si sviluppa in diversi contesti come il progetto dello stadio e come i pieni poteri per Gasperini, che va sostenuto e confermato anche se non raggiungessimo la zona Champions.

Ma la zona Champions è lì. A pochi passi. Con gli avversari che avvertono la pressione e annaspano e noi che dobbiamo stare col piede sull’acceleratore in questo momento.

Daje Roma!

Giordano Sepi

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