Verona-Roma 0-2. Riconoscere la realtà è la base.

Ciò che definisce la salute mentale di una persona, un club e un popolo è il riconoscimento della realtà. Se questi enti rifiutano la realtà e sono preda di paranoie possono essere pericolose (come è stata la Germania Nazista) e saranno destinati alla catastrofe. D’altro canto se sai riconoscere la realtà, magari facilitato da una situazione positiva personale, sarai in grado di affrontare problemi che ad altri sembrano insormontabili.

L’esempio ce lo dà la Roma che molti davano senza possibilità di raggiungere la zona Champions fino ad un paio di settimane fa. E invece siamo in Champions. Perché abbiamo creduto fino all’ultimo all’obiettivo. Abbiamo studiato razionalmente situazione generale ed episodi specifici. Siamo arrivati pronti alle partite. E ce l’abbiamo fatta.

Anche la partita di Verona non è stata facile come da pronostici precedenti. Il Verona ha pareggiato contro la Juve a Torino e contro l’Inter a Milano. Ha presentato l’atteggiamento tattico che ci aspettavamo: spesso con 8/9 giocatori dentro l’area per poi partire veloce in contropiede con Bowie. Questa strategia ha portato il risultato allo 0-0 a fine primo tempo.

38a Serie APrimo TempoSecondo TempoRisultato FinaleMarcatori
0
0
0
0
2
2
56’Malen, 90+3’El Shaarawi

Nel secondo tempo, il Verona ha provato a vincere la partita, aumentando il possesso di palla e di territorio. Così ha però prestato il fianco ai contropiedi della Roma. E’ arrivato così il secondo giallo e quindi il rosso per Valentini e il rigore per la Roma che Malen prima ha sbagliato e poi ha messo in rete su assist dell’ottimo Dybala.

Su Dybala è doveroso aprire un paragrafo a parte. Paulo ieri è stato perfetto. Solo un grande Montipò gli ha negato il gol su punizione. Con i suoi dribbling ha costretto Valentini al rosso. Ha fatto l’assist per Malen per lo 0-1. Fondamentale tenerlo in vista dei grandi palcoscenici che ci aspettano.

Il secondo assist di Dybala è arrivata nei minuti di recupero per ElSHa. Il bacio di addio come ha detto l’ottimo telecronista di DAZN. Stephan ha così messo il sigillo sulla Champions 2026/27. La sua storia con la Roma è stata una storia d’amore che si è chiusa nel migliore dei modi. La sua storia. La nostra storia.

Questa è un’immagine che ha postato Carlo Zuliani, famoso juventino, per protestare per il rigore concesso alla Roma. Scusatemi. Magari dico una cazzata. Ma l’immagine dimostra proprio il contrario di quello che sostiene il buon Carlo, è un rigore netto.

E qui entriamo nel discorso psicologico-filosofico sulla realtà. La maggior parte degli juventini non fanno obiezioni tattiche o tecniche ma si lamentano che i dirigenti non abbiano abbastanza potere sui vertici del calcio. Il che si può anche tradurre “Non corrompono abbastanza i vertici del calcio”. Questo dimostra che anche loro sono ben consci che tutti gli scudetti della Juve sono dovuti al grande potere che la Juve, tramite la FIAT, aveva in Italia e quindi sul calcio italiano. La Juve è stata per molto tempo il club più ricco d’Italia (non adesso). La FIAT è stata per molto tempo l’industria più importante italiana (non adesso).

Secondo me, è fondamentale per crescere riconoscere la realtà ossia gli aspetti positivi e negativi della performance, anche saper riconoscere quando un rigore è netto e quando non lo è. Gli juventini attuano una propaganda politica mistificatoria che non attacca perché poi adesso ci sono telecamere dappertutto e i media mostrano tutto.

E’ un discorso che riguarda sicuramente anche la politica. Ad esempio la politica di Israele. Israele può dire quante volte vuole che il genocidio non c’è stato, che da quando c’è la tregua non ci sono morti. Invece i morti ci sono ancora. Basta vedere i filmati, i video, i reportage degli inviati che non si possono negare. Rifiutare la realtà significa l’inizio della paranoia e quindi della catastrofe. Questo è valido per la Juve, per Israele e per ogni persona che vive nell’illusione.

Adesso è presto per parlare della nuova stagione. Nelle segrete stanze di Trigoria è giusto che già si parli della nuova stagione, ma noi tifosi romanisti godiamoci il momento. Bisogna scegliere in fretta il direttore sportivo. Per me, poi, sarebbe giusto che nelle bacheche dei vari club ci sia anche il conto delle qualificazioni in Champions.

Ricordiamoci sempre dell’insegnamento di Kipling. Ricordata da un grande come Sinner. Oggi si festeggia. Domani si torna a lavorare, a studiare, a faticare per andare verso l’obiettivo. Il nostro obiettivo 25/26 era la zona Champions e l’abbiamo raggiunto. Per il prossimo anno vedremo quando inizieremo ad avere qualche pezzo del puzzle della stagione del 2026/27

Daje Roma!

Giordano Sepi

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