Quella resilienza che è magica. Roma-Atalanta 2-1. Fener.

Sono i principi di Roma Antica e la personalità della Roma che ci guidano nelle grandi battaglie politiche. E l’insegnamento di ieri sera della Roma è che non bisogna mai arrendersi. Che bisogna lottare fino alla fine per ciò che è giusto (come la vittoria della Roma di ieri era giusta), anche se sembra che ogni sforzo sia vano, anche se gli ostacoli, come Carnesecchi sabato, sembrano insormontabili.

Anche nella vita personale di ognuno di noi come nella vita pubblica per la diffusione della libertà, della democrazia e della pace, abbiamo davanti monoliti insormontabili. Eppure uno spiraglio c’è. C’è un colpo di testa di Hermoso e un Soulé anche per la pace nel mondo, se è vero, come è vero, che gli USA sono riusciti a ottenere 3 giorni di tregua da Putin.

Insomma nessun ostacolo è troppo alto per non essere scavalcato. E ieri il boss finale, come nei videogiochi, era Carnesecchi, il portiere dell’Atalanta. Un film che noi Romanisti conosciamo bene. 18 tiri nel primo tempo, Zero goal. E poi all’alba del secondo tempo arriva la “stura” di Ederson. L’unica osservazione che voglio fare è che se Malen ha 3 uomini su di lui ,deve cercare l’assist.

3a Serie APrimo TempoSecondo TempoRisultato FinaleMarcatori
0
2
2
89′ Hermoso, 90+3′ Soulé
0
1
1
47′ Ederson

E tutto sembra una storia già vista. La Roma che attacca, attacca e s’attacca il cazzo. Gli avversari che tirano una sola volta in porta e portano a casa i 3 punti. Ma ieri la storia era diversa. Non era la storia di un’ingiustizia. Stavolta Dreyfus è stato riabilitato. Stavolta la Roma ha vinto perché ha meritato di vincere.

E il merito di questa vittoria è la resilienza, la tigna, l’insistenza nel cercare quell’obiettivo che sembrava sempre un metro troppo in là. E alla fine ce l’abbiamo fatta. Sono arrivati i gol di Hermoso e Soulè. E quella resilienza ha portato al risultato in modo quasi magico. La pazza gioia di essere Romanisti. Quello che solo questo club sa regalare ai suoi tifosi e agli appassionati di calcio di tutto il mondo.

Adesso però dovremo prendere un aereo per Istanbul, dove l’Italia multirazziale e multiculturale del volley femminile affronta in finale per l’Europeo la fortissima e presunta imbattibile Turchia. Noi affronteremo giovedì i gialloblu del Fenerbahce, una delle 3 grandi squadre di Istanbul. Forte anche nel basket e dove giocava il nostro grande beniamino, Gigi Datome, che col Fener ha conquistato un Eurolega.

Ismail Kartal schiera il 4231 con atteggiamento verticale: recupero palla e subito attacco…

… Che poi in fase difensiva diventa 442 come vediamo nel ritorno contro il Lione.
Hanno un grande recuperatore palla a centrocampo come Kantè. Nella costruzione, il Fener è un po’ carente e costruiscono spesso con il portiere, che dovrebbe essere l’ex del Man City, Ederson.

I due difensori centrali si bilanciano nelle caratteristiche. Skriniar è bravo come ultima diga. Aké è bravo nella costruzione anche con il lancio.

I terzini, a destra Semedo e a sinistra Brown, sono molto propositivi in fase offensiva.

In particolare Semedo ha una buona intesa con Greenwood [nel fraseggio (a) ma anche con Greenwood che si accentra per lasciare spazio a Semedo sulla fascia (b)],

ma possono attaccare anche sulla loro sinistra con Aydin (o Akturkoglu).

Muriqi è mancino. E’ pericoloso con i colpi di testa. Al suo posto, potrebbe giocare la nostra vecchia conoscenza, Romelu Lukaku, anche lui mancino, più bravo di Muriqi nel gioco spalle alla porta.

Difendono a uomo sui calci d’angolo.

Non c’è tempo per festeggiare. Le sconfitte insegnano. Ma anche le vittorie. La vittoria sull’Atalanta ci ha insegnato che con tenacia e concentrazione possiamo sconfiggere qualsiasi boss. E quindi dobbiamo continuare a combattere. Come dobbiamo continuare a combattere per i diritti umani di qualsiasi essere vivente.

Daje Roma!

Giordano Sepi

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