La lezione di Emma Bonino e del calabrone: l’impossibile, se è giusto, va realizzato. Inter. Toro-Roma 0-2.

L’obiettivo minimo per la Roma è l’Europa ma non ci è vietato sognare. E il pensiero vola a Emma Bonino, grande donna recentemente scomparsa, grande federalista europea. Forse la Roma non ha ancora la forma mentis per gli obiettivi per cui ha già le qualità adatte, allo stesso modo Emma Bonino se ne fregava se l’Italia o il mondo non erano pronti per le sue idee così innovative ma le metteva sul tavolo della politica italiana e internazionale, le faceva diventare di dominio pubblico, convincendo il popolo a stare dalla parte giusta della storia. A volte con risultati sorprendenti come il referendum sul divorzio e sull’aborto.

Più andremo avanti, più resteremo in vetta, più le palle saranno pesanti. Ma noi dovremo giocare leggeri, come il calabrone, come Emma con leggerezza proponeva leggi che sembravano anacronistiche, la cui radice significa fuori dal tempo ma in questo caso nel senso di troppo avanti. E questa leggerezza. Questa voglia di raggiungere il risultato (perché noi, RIPETO, le qualità le abbiamo) le dovremo dimostrare sabato all’Olimpico guidati dal Grande Popolo Romanista.

L’Inter da anni gioca sempre allo stesso modo. Sempre con gli stessi meccanismi. Anche gli interpreti sono quasi tutti sempre gli stessi. La teoria è facile, la pratica è difficilissima perché questi schemi, affinati anno dopo anno, sono diventati quasi ( e sottolineo quasi) perfetti. Dovremo curare bene la marcatura a uomo sul loro centravanti Lautaro Martinez (fortissimo) e sul loro esterno sinistro Dimarco (il loro migliore uomo nella proposta offensiva).

L’Inter di Chivu mette in campo la formazione 352 a zona che poi diventa 532 in fase difensiva.

Molto compatti in fase difensiva estrema. Possono difendere anche con 8 uomini in area.

Possiamo metterli in difficoltà se li pressiamo bene in costruzione.

Vanno in pressing sul centrale difensivo sinistro nostro con Barella…

…e sul centrale difensivo destro con Dimarco.

Difendono a zona sui corner.

In costruzione il playmaker è Calha o Zielinski. Non è raro vedere gli esterni all’altezza delle punte formando un 334.

Creano occasioni specialmente con i cross sfruttando la superiorità con Bastoni che aiuta Dimarco sulla loro sinistra e con Bisseck (o Akanji) che aiuta Diouf sulla loro destra.

Qui vediamo Bastoni che crossa in una partita di qualche anno fa.

Ritorniamo all’Olimpico dopo una bella trasferta allo Stadio Olimpico Grande Torino. L’avversario era tosto. Bene Lulli a tenere a bada Fortini. Bravo anche con due begli assist.

La Roma nel primo tempo ha 3 occasioni nitide. Fino a che arriva il gol di Malen, lanciato eccellentemente da Dybala, a cui si frappone il portiere Perri, ma lui con la punta del piede la mette dentro.
4a Serie APrimo TempoSecondo TempoRisultato FinaleMarcatori
0
0
0
1
1
2
40′ Malen, 90+3′ Pisilli

Nel secondo tempo, il Toro prova a pareggiarla. Bravissimo Bragança per loro. Ad un certo punto, il centrocampista torinista sembra lanciato a rete e solo un ottimo Balerdi (Bravissimo come difensore centrale, lunedì migliore in campo) lo ferma.

In generale ottimi in fase difensiva, bene in fase offensiva. Nel tempo di recupero, arriva il destro di Pisilli sul palo lontano. Ottimo centrocampista. Altro grande giocatore di cui Questa Roma è piena.

Per le leggi della fisica, il peso del calabrone non gli dovrebbe permettere di volare ma lui non lo sa e vola lo stesso. Noi siamo in questa fase. Non abbiamo ancora la forma mentis per dominare la Serie A. Siamo pari all’Inter che rimane il grande favorito per lo scudetto. Ma noi ci possiamo credere? La partita di sabato risponderà alla domanda delle domande: chi siamo?

Daje Roma!

Giordano Sepi

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