Roma-Inter 2-2. Gli estremismi in ascesa e l’IA. La potenza è nulla senza controllo.

La Roma ha giocato nel primo tempo una fase di partita di livello storico per forza e dominazione. Ha accelerato tanto e ha apparecchiato una vittoria nel secondo tempo. Ma poi è mancata la forza mentale e fisica per tenere il risultato. Allo stesso modo chi ha accelerato sullo scontro politico (in primis i partiti moderati) si è trovata circondata da estremismi diventati giganteschi e imbattibili.

Partiamo dai problemi evidenziati da questa partita. Il primo, già visto contro Fener ed Atalanta, è la disattenzione nei primi 15 minuti del secondo tempo. Storicamente la Roma parte forte nel primo tempo. Può anche passare in vantaggio. E poi dopo l’half-time ci rilassiamo troppo.

Sicuramente sul primo gol sbaglia Mancini quando perde la palla ma è grave anche la distrazione collettiva al momento del tiro di Lautaro. Cari Romanisti, come si vede, abbiamo 5 uomini in area senza nessuno a uomo sul centravanti interista.
5a Serie APrimo TempoSecondo TempoRisultato FinaleMarcatori
2
0
2
6′, 37′ Koné
0
2
2
46′, 79′ Lautaro Martinez

Il secondo problema, già accennato nei primi paragrafi, è la gestione della stamina nel primo tempo (la potenza senza controllo). Abbiamo giocato un primo tempo fantastico. Forse il migliore giocato da inizio anno. Poi, siamo arrivati al 70esimo stanchissimi. Ci sono state critiche per le sostituzioni di Gasp (ha sostituito Koné, Molina, e poi tutti i difensori centrali: Balerdi, Mancini e Hermoso) ma penso siano stati obbligati: specialmente i difensori erano stanchissimi, se non proprio infortunati. Forse Gasp, se avesse potuto, avrebbe sostituito anche Wesley (in sofferenza nel secondo tempo su Carlos Augusto) e Malen anche lui molto stanco.

Voglio anche fare un paio di osservazioni positive dal punto di vista tecnico e un paio dal punto di vista della mentalità. Sotto il lato tecnico voglio sottolineare la prestazione di due dei nostri. Sono contento che Koné si sia sbloccato. Se inizia a consolidarsi anche come marcatore (oltre che per qualità tecnica nel passaggio e recupero palla), può diventare 1 dei primi 3 centrocampisti al mondo. Bene Soulé come trequartista a sinistra. Pian piano l’attaccante di piede mancino si sta adattando alla nuova posizione e le sue prestazioni come trequartista sinistro stanno crescendo vertiginosamente.

Dal punto di vista della mentalità, sarei stato più contento se avessimo concretizzato la vittoria ma in questo momento ancora molto iniziale della stagione una vittoria così importante avrebbe cambiato Roma con le 500 decappottabili dipinte giallorosse, le strade colorate e le bandiere alla finestra. La nostra forza, la nostra potenza è nulla senza controllo. Quindi la prima nota positiva per la mentalità è che così sappiamo bene che dobbiamo continuare a macinare il grano con tanta fatica e forse il destino ci arriderà, sempre tenendo conto che l’Inter è la prima favorita, che la Lazio è un’ottima squadra, che il Como gioca in modo fantastico e non escludo nemmeno Juve, Milan e Napoli: non partite al massimo ma grandi club sornioni, dai grandi colpi.

La potenza è nulla senza controllo è anche uno storico slogan della Pirelli, che, tra l’altro, ironicamente, era lo storico proprietario e sponsor del nostro ultimo avversario: l’Inter. Uno dei simboli dell’Inter era Ronaldo (qui nella foto) e anche Mazzola, icona dell’Inter e grande trequartista anche della Nazionale, recentemente scomparso a 83 anni.

Arriviamo quindi alla seconda nota positiva sotto l’aspetto mentale. L’amarezza per l’andamento del risultato col primo tempo dominato e chiuso 2-0 per noi e poi con il risultato finale di 2-2 è mitigato dal fatto che l’Inter è la più forte squadra in Serie A. Campione d’Italia e una delle più forti squadre in Europa, oltre che uno dei club più titolati in Europa (unica italiana ad aver compiuto il triplete). Se siamo stati in grado di uscire non sconfitti da uno scontro diretto così difficile significa che quest’anno siamo davvero forti.

Anche in politica la potenza è nulla senza il controllo. La radicalizzazione dello scontro da parte dei partiti moderati ha portato al successo gli estremismi. Questo è successo in Germania col Meclemburgo-Pomerania Anteriore con i nazisti di AfD di estrema destra primo partito mentre nella Berlino che, come tutte le grandi metropoli, la sinistra ha prevalenza, vince Linke, partito più a sinistra dei socialdemocratici. Ed è un quadro che si può sviluppare anche in Francia dove i moderati sono stretti tra l’estremismo di destra di Marine Le Pen e l’estremismo di sinistra di Melenchon. E gli estremismi è un problema che riguarda anche l’Italia con l’estremismo di destra di Futuro Nazionale, alimentato dalla polarizzazione dello scontro di Fratelli d’Italia e Lega Nord.

E’ una situazione che è sfuggita di mano agli opinion-makers (compreso me nel mio piccolo e modesto blog). Allo stesso modo nell’IA non è giusto andare sempre più veloci, ma serve controllo per una tecnologia molto utile ma che può ritorcersi contro l’uomo come avevano previsto i grandi della fantascienza come Isaac Asimov e Philip K. Dick.

Trump ha detto “Un Presidente intelligente può tenere a bada l’IA”. Il problema è che gli USA adesso non ce l’hanno. Infatti lui ha suggerito di cambiare il nome dell’IA in “intelligenza suprema o intelligenza superiore”. Tanto per capire il guaio in cui siamo con l’IA e con gli estremisti (che sono spesso ciarlatani corrotti) che poi vanno al potere.

Ci sono diversi modi per risolvere gli estremismi. Ne abbiamo già parlato su questo blog. Mitigarli con alleanze con partiti moderati ad esempio. Invece l’alleanza anti-nazista che si sta provando a fare in Germania invece di sconfiggere l’AfD rischia di rafforzarlo fino alla maggioranza assoluta mono-colore. Che poi è la morte di questi estremismi ciarlatani che alla prova dei fatti non possono mettere in pratica le loro soluzioni facili da capire ma che non risolvono la complessità della realtà politica e sociale. Il problema è che possono fare danni irreparabili come sta facendo Trump negli USA.

Gli estremismi (principalmente l’estremismo di destra) potrebbero prendere il potere in Germania e in Franca: una tragedia che può essere definitiva per l’Europa. I partiti moderati hanno spinto troppo sull’acceleratore della polarizzazione dello scontro e questo è il risultato. Allo stesso modo anche la Roma sul campo e nella città deve saper non premere forsennatamente sull’acceleratore come gestione della partita per i giocatori e come gestione dell’entusiasmo per i tifosi. Il messaggio che ci ha lasciato la partita dell’Inter è chiaro: siamo forti.

Daje Roma!

Giordano Sepi

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