L’avversario di martedì: il Porto. The opponent of tuesday: the Porto.

Dobbiamo affrontare la partita più importante della stagione con il coraggio di divertire e divertirsi.

A casa nostra possiamo e dobbiamo dominare, quindi impostiamo la partita secondo la mentalità di Di Francesco: pressing-recupero-possesso-tiro-pressing-recupero. Attenzione nella fase difensiva (mettiamo il piede nei contrasti) e nella costruzione di gioco. Provare l’extrapass, Se ce la sentiamo di tirare, dobbiamo tirare, ma dobbiamo tirare convinti.

I portoghesi tradizionalmente sono squadre dal lungo possesso palla, dalle grandi qualità tecniche, ma che poi non tiravano mai in porta. Per anni, la nazionale portoghese è stata alla ricerca di un finalizzatore, nonostante avesse sempre giocatori di grande classe. Però, il Porto storicamente è la squadra con la mentalità meno portoghese e per questo ha vinto 2 volte la Champions (considerando la vittoria in Coppa Campioni nel 1986/87 e quella in Champions nel 2003/04 con un emergente Mourinho). Sergio Conceiçào, vecchia conoscenza del calcio italiano e soprattutto dei nostri cugini laziali, schiera il 433. Militao è più difensivo di Telles, che fa tutta la fascia per poi crossare. Pepe è un difensore molto falloso. Possiamo guadagnare punizioni (se non addirittura il rigore) in posizioni molto favorevoli per il piede di Kolarov. Pereira è il playmaker e Herrera (più bravo tecnicamente e con più esperienza) lo aiuta nel recupero palla e nel passing game. Il messicano è bravo anche con il tiro da fuori. Brahimi gioca attaccante sinistro, ma è destro. Dobbiamo stare attenti quando va verso il centro per tirare. Soares è la prima punta. Lo era anche quando giocava insieme a Marega. E’ alto (1.87) e ha un ottimo controllo di palla. Dobbiamo stare concentrati

E’ fondamentale vincere ma tutte le componenti del nostro club devono lavorare a questo obiettivo, compresa la Curva Sud. Andiamo a vincere. Daje Roma!

We have to face the most important match of the season with the courage to have fun and make fun.

At our home, we can and must dominate, so we set the game according to Di Francesco’s mentality: pressing-recovery-possession-shooting-pressing-recovery. Attention in the defensive phase (we must put our foot in the contrasts) and in the construction of play. Try the extra pass, If we feel like shooting, we have to shot, but we have to be convinced.

The Portuguese traditionally are teams with long ball possession, with great technical qualities, but who then never shot at goal. For years, the Portuguese national team has been looking for a finalizer, despite always having high-class players. However, Porto is historically the team with the less Portuguese mentality and for this it has twice won the Champions (considering the victory in the Champions Cup in 1986/87 and the one in the Champions League in 2003/04 with an emerging Mourinho). Sergio Conceiçào, an old acquaintance of Italian football and above all of our Lazio cousins, lined up the 433. Militao is more defensive than Telles, who makes the whole band and then crosses. Pepe is a very foul defender. We can earn free kicks (if not even penalty) in very favorable positions for Kolarov’s foot. Pereira is the playmaker and Herrera (better technically and with more experience) helps him in ball recovery and passing game. The Mexican is also good with the shot from outside. Brahimi plays left forward, but is right. We must be careful when going to the middle to shot. Soares is a first striker. He was also when he played with Marega. He is tall (1.87) and has excellent ball control. We have to stay focused

It’s vital to win but all the components of our club have to work on this goal, including the Cuva Sud. Let’s go win. Daje Roma!

Giordano Sepi

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