Bodø/Glimt.

Con il Bodø/Glimt a 7 punti e noi a 6, per le nostre qualità, per l’Olimpico, dobbiamo porci l’obiettivo della vittoria e della vittoria perentoria. La situazione dei fulmini gialli del Nord della Norvegia è simmetricamente opposta e gli andrebbe bene anche un pareggio.

Con il Sandefjord (1-0 Bodø/Glimt), ho visto questo tipo di pressing con le ali (Pellegrino e Solbakken) sui difensori centrali, la punta centrale sul nostro mediano e le mezzale, che dovrebbero essere Fet e Konradsen, che scivolano sui terzini. Il Sandefjord è un avversario dal tasso tecnico molto inferiore al nostro (13esima nell’Eliteserien) e questo porterebbe a pensare (oltre al ragionamento che ho fatto prima) ad un atteggiamento più equilibrato.

In realtà, per l’etica protestante e norvegese che gli impone di provare a dominare contro qualsiasi avversario, per il risultato dell’andata rafforzata dal fatto che, per me, giocheranno molti titolari romanisti dell’andata (ed è la mossa giusta come spiegherò dopo) e per il sapore della grande impresa di andare a vincere all’Olimpico, che potrebbe essere il gioiello della stagione già buona (stanno andando verso la vittoria dell’Eliteserien), penso che loro faranno gioco d’attacco e cercheranno il dominio anche con questo tipo di pressing.

La pretattica dell’andata era giusta (l’unico cambiamento è Hagen al posto di Berg, il capitano loro che è infortunato). Il risultato scaturì più dal nostro atteggiamento molle che dal freddo e dal sintetico. Per me, coloro che giocarono all’andata possono vincere e vincere bene con il Bodø/Glimt, in particolar modo adesso che si sono resi conto che è un avversario difficile. Penso che Mourinho vorrà dare un’ennesima chance a coloro che fecero quella brutta figura. Sta adesso a loro con l’appoggio dell’Olimpico dimostrare di essere all’altezza della maglia giallorossa. Della Roma. Di Roma. Daje Roma!

Giordano Sepi

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