L’avversario di martedì: l’Atletico Madrid

40.000 spettatori per la maggior parte giallorossi e undici leoni romanisti in campo: questi sono gli ingredienti principali per vincere la partita. Sugli spalti, chi verrà (fra cui il sottoscritto), deve urlare, cantare, battere le mani, incitare sostenere gli 11 lupi in campo, sicuri che la vittoria è nelle possibilità dei nostri, anche grazie agli schemi di Di Francesco. La ricetta la sappiamo: pressing alto, recupero, possesso e tiro, e poi ancora pressing alto, recupero, possesso e tiro. Più recuperiamo palla alti, più possiamo costruire occasioni facili segnare e risegnare, ma anche partendo dalla difesa, possiamo costruire occasioni, segnare e risegnare. Il gioco di Di Francesco è spettacolare e, come si è visto anche col Sassuolo, ben si adatta ai palcoscenici internazionali. Ora è richiesto un salto di qualità a giocatori e staff tecnico, ma con una Curva Sud straripante di entusiasmo, con uno stadio che ti sostiene nei momenti difficili e ti guida nei momenti migliori, si può, si deve vincere. Possiamo, dobbiamo dominare il campo, sia per qualità nostre, sia per atteggiamento loro (l’Atletico Madrid è una squadra spagnola atipica che gioca difesa e contropiede). Allora sarà giusto  e logico vincere. Possiamo, dobbiamo vincere.

L’Atletico Madrid di Simeone schiera un 4-4-2, che può diventare 4-3-3, con Koke  mezzala, o 4-2-4, quando tenteranno il pressing. Il pressing è sporadico. Difendono in 10 , cercando di ripartire con un contropiede molto veloce.

Oblàk: ultimamente ha problemi sui rinvii. Andiamolo a pressare- Con l’aiuto dello stadio, si può intimidire.

Juan Fran: molto falloso, una spina nel fianco quando va in attacco. Si può puntare o giocare alle sue spalle.

Godin: Difensore duro. Molto falloso. Bravo in impostazione.

Savic: la roccia balcanica, ex-Fiorentina. Non impeccabile

Filipe Luis: Più difensivo di Juan Fran, spinge anche lui. Si può puntare e colpire in contropiede.

Koke: Metà centrocampista, metà ala. E’ il fattore che cambia lo schema della squadra. Giocatore pupillo di Simeone, nazionale spagnolo. Soprattutto bravo nel giropalla.

Niguez: Recupera palloni, aiuta Thomas nel palleggio.

Thomas: playmaker con controllo di palla non perfetto. Giocatore muscolare. Se lo pressiamo, può regalarci soddisfazione.

Carrasco: grande giocatore, dribbling e corsa. Da curare con attenzione.

Correa: Mezzo esterno sinistro nel 4-3-3 con Koke spostato centrocampo, mezza punta quando si accentra e spesso lo fa. (F. Torres punta centrale un po’ fuori forma, stesso discorso per Gameiro).

Griezmann: uno dei primi cinque giocatori al mondo, per dribbling, corsa e tiro. Da curare con la massima concentrazione. Banco di prova duro e test importante per vedere quanto veramente valgono i nostri centrali difensivi.

Sfida difficile e importante per i singoli giocatori, per lo staff tecnico e per tutta la squadra. Di questa squadra fa parte il boato dell’Olimpico. Se porteremo a casa la vittoria, dimostreremo di essere all’altezza dei test più difficili. Andiamo a vincere! Daje Roma!

Giordano Sepi

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