Genoa-Roma 0-2 e Zorya.

La Roma domina tutta la partita e, nonostante l’atteggiamento antisportivo dei genoani che si buttavano a terra in ogni occasione, alla fine riesce a vincere. I genoani cadevano, morivano e dopo qualche minuto risorgevano. Non è possibile che si permetta ad una squadra di perdere tempo con questo metodo antisportivo. I simulatori devono essere ammoniti.

Stiamo parlando di una battaglia molto dura. Se l’avversario fa solo difesa, il manuale dice che devi saper gestire il possesso, anche con passaggi indietro. Però il passaggio indietro ad un certo punto era troppo frequente e il possesso era sterile.

Quando è entrato Felix, la partita è cambiata. Ha fatto due bellissimi gol. Uno dopo una grande cavalcata di Mkhi (migliore in campo per Mou e quindi anche per noi genuflessi davanti lo Special One) e uno allo scadere con un eccellente tiro a giro da 30 m. Benissimo Mkhi a tutto campo, spesso come playmaker in mezzo ai centrali difensivi e da mezzala come recupera-palloni a centrocampo. Da sottolineare anche la grande prova da esterno sinistro di ElSha e in generale di tutta la difesa. Grazie ad anticipi tempestivi, hanno mantenuto la partita sullo spartito Roma attacca e Genoa difende. Tante occasioni sprecate, ma nel complesso non abbiamo mai sofferto, e allo stesso tempo abbiamo dominato la partita e vinto meritatamente.

Ora pensiamo allo Zorya.

Zorya è la squadra di Lugansk, il capoluogo insieme a Donetsk nell’est dell’Ucraina (Donetsk a sud e Lugansk a nord), facente parte del Donbass. Dopo la rivoluzione ucraina del ’14 è diventata una zona di conflitto, anche se ora sembra che la situazione è migliorata. Per capire perché c’è stata questa guerra, devo spiegare le differenze tra l’ovest dell’Ucraina, prettamente borghese, europeista e quindi conservatore (con sfumature nazifasciste) e l’est operaio, spesso minatore, di sinistra e filorusso (con sfumature comuniste). E’ una situazione abbastanza diffusa in tutto l’Est Europa. Nell’articolo sul CSKA Sofia, ne avevo già parlato, ma qui lo scontro è diventata guerra civile per la vicinanza con la Russia

Il prepartita dell’andata era abbastanza esaustivo sia sotto l’aspetto tattico dello Zorya sia sotto l’aspetto politico dell’Ucraina. Per pacificare il Donbass, l’Europa deve pensare seriamente all’entrata della Russia nell’UE a condizione che in Russia vengano finalmente rispettati i diritti degli oppositori e della stampa. D’altronde l’Europa deve far sentire la sua voce in modo più chiaro, dato il progressivo abbandono della politica internazionale degli USA, come è successo con Trump e sta accadendo con Biden, nonostante sia un presidente estremamente migliore del precedente.

Passiamo al quadro della partita più nello specifico.

Lo Zorya si gioca tutto in questa partita, avendo ancora speranze di qualificazione perlomeno ai sedicesimi (Glimt 8, Roma 7, Zorya 6, CSKA Sofia 1). E’ quindi importante non sottostimare l’impegno e spaccargli le ossa in termini di risultato sportivo.

Skrypnyk schiera il 433 con marcature a uomo abbastanza ossessive, in particolare delle mezzale (Buletsa e Kabaev), tanto che i luganskini possono perdere spesso la posizione (per questo come dico nel prepartita dell’andata la disposizione in campo appare molto disordinata).

La linea difensiva sulle imbucate è abbastanza frastagliata.

Il giocatore più pericoloso è Sayyadmanesh. L’iraniano è veloce e bravo nel dribbling. Lunev è tutto mancino. L’altro iraniano, Zahedi, è molto tecnico. Ha giocato anche come centrocampista, ma ultimamente è schierato come attaccante. E’ quindi una punta centrale atipica, bravo nel pressing, più dribblomane e più simile in generale ad un falso 9.

Sui calci d’angolo difendono a uomo.

La partita di Genova ci ha insegnato che possiamo chiudere all’angolo, attaccare in modo continuativo e vincere facilmente (anche più facilmente rispetto al Genoa) contro un certo tipo di avversari, compreso lo Zorya. Lo Zorya cercherà di attaccare e noi possiamo colpire anche in contropiede. Noi partiamo favoriti ma loro possono diventare una cena avvelenata (vecchio metodo del KGB per far fuori i personaggi scomodi). E’ importante giocare con passione e concentrati. Daje Roma!

Giordano Sepi

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